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CASANDRINO. Identificati i tre minorenni che sabato scorso erano stati ripresi sul tetto della scuola di via De Angelis. Dopo la pubblicazione del video i tre, di origini bengalese, si presentano e incontrano il sindaco. Accompagnati dai genitori, chiedono scusa e si offrono di prestare opera di volontariato. Il primo cittadino anticipa la costituzione di una consulta permanente con i rappresentanti delle varie etnie.

CASANDRINO. Una bravata. Così può essere definito l’episodio che, sabato scorso, ha visto tre minori accedere abusivamente al plesso scolastico di via De Angelis, dove al piano terra sono ospitati uffici comunali, guardia medica e ambulatori dell’ASL. L’accesso è stato ripreso da un cittadino, che ha poi consegnato le immagini al Comune. L’episodio era stato denunciato pubblicamente dal primo cittadino, suscitando grande indignazione nella cittadinanza.
Le indagini, condotte in tempi rapidi dalla polizia locale guidata dal comandante Andrea D’Ambrosio, hanno consentito di identificare i tre giovani, di età compresa tra i 14 e i 15 anni. Gli stessi, riconoscendosi nel video, si sono presentati spontaneamente presso il comando di polizia locale. Accompagnati dai genitori, insieme ad altri cittadini della comunità bengalese e al loro rappresentante, hanno voluto chiedere scusa alla città, incontrando il sindaco Nicola Marrazzo, che li ha ricevuti nel suo ufficio in piazza Umberto I.
I ragazzi hanno ammesso di aver sbagliato nel violare spazi non accessibili, spiegando che non era loro intenzione arrecare danni. Il primo cittadino ha rivolto loro un richiamo, condiviso dai genitori e dalla delegazione presente. Proprio per rimediare all’errore, i giovani si sono dichiarati disponibili a collaborare, come volontari, a progetti di utilità sociale.
Il sindaco Marrazzo ha accolto favorevolmente la proposta: «Questi ragazzi hanno compreso di aver commesso una grossa sciocchezza e si sono mostrati sinceramente pentiti: tanto è vero che si sono presentati spontaneamente, offrendo il proprio contributo per opere di utilità sociale. Non essendosi registrati danni a cose o persone credo non sia giusto accanirsi contro dei minori che hanno capito di aver sbagliato».
Il primo cittadino ha poi voluto inquadrare l’episodio in una cornice più ampia: «L’integrazione è un tema fondamentale per Casandrino. La nostra è una comunità in cui i residenti stranieri rappresentano quasi il 10%, provenienti in prevalenza dai Paesi dell’Asia meridionale. Integrazione e inclusione non devono restare enunciati burocratici: noi siamo aperti al dialogo, ma accanto ai diritti tutti sono tenuti a onorare i propri doveri».
Marrazzo ha infine annunciato, per i prossimi mesi, la creazione di una commissione speciale composta da rappresentanti delle diverse comunità presenti in città, finalizzata a sviluppare forme più efficaci di integrazione.