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La rivoluzione della Fiaccola della Pace infiamma la città. Ricordato il vescovo Raffaele Nogaro.

Dopo la prima edizione svoltasi nell’anno 2019, la Fiaccola della Pace ritorna a Sessa Aurunca per il decennale della storica mobilitazione partita dall’anno 2014 in collegamento con il centesimo anniversario della fine del primo conflitto mondiale. L’IC Lucilio scuola capofila con cui fu già Siglato il Patto di Pace e rinnovato in questa seconda edizione, si è fatto promotore coinvolgendo tutti gli istituti scolastici della città fondata dagli Aurunci, in un coro unanime non solo per camminare, ma per dare voce ai diritti umani e alla nonviolenzafrutto di un percorso scolastico svolto  agli inizi dell’anno scolastico, poiché la Pace non è semplicemente l’assenza di guerra, ma un esercizio quotidiano di rispetto e giustizia. La marcia dunque non è stata una semplice esibizione, ma la dimostrazione che la scuola non è un’isola, bensì il cuore pulsante della comunità, dove si impara a diventare cittadini consapevoli. “Ogni passo ricorda che la Pace è una scelta attiva, un impegno che si prende gli uni verso gli altri”. Ha ricordato la prof.ssa Bianca Del Mastro,  nel presentare la giornata. Lungo il percorso nelle diverse postazioni assegnate, è stata data la parola agli alunni delle scuole partecipanti attraverso musica, letture e performance, per dare voce ai pensieri maturati in questi mesi di lavoro scolastico, per “Curare le ferite del mondo attraverso l’amore e la solidarietà e creare un mondo senza paura”.  In apertura i saluti della Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Lucilio, Benedetta Caiazza; dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Simona Pollano, delegata del Sindaco di Sessa Aurunca Lorenzo Di Iorio; di don Pietro Robbio, in rappresentanza della Diocesi di Sessa Aurunca; della Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo San Leone IX, Sonia Signore; del delegato del Rettore del Convitto Nazionale Nifo Giovanni Battista Abbate; della Dirigente scolastica dell’IC Carinola – Falciano Giuseppina Zannini, scuola “gemellata per la Pace” con l’IC Lucilio e della presidente del Movimento della Pace e Salvaguardia del Creato Agnese Ginocchio, ente promotore della Fiaccola della Pace. La marcia ha trasformato le strade di Sessa in una grande aula a cielo aperto, culmine di un percorso didattico che ha visto gli studenti dell’IC Lucilio insieme all’IC San Leone IX e del Convitto Nazionale Nifo, primaria, secondaria e Liceo Scientifico Majorana, protagonisti di un’educazione alla Pace intesa come azione nonviolenta, inclusione, rispetto, legalità e solidarietà. Presso l’area verde antistante dell’ IC Lucilio, è stato messo a dimora il secondo Albero della Pace, simbolo della mobilitazione, dedicato ai caduti di tutte le guerre, che segue il primo che fu messo a dimora presso il Monumento ai caduti durante la prima ed.ne. L’Albero della Pace, benedetto da don Pietro Robbio,  ha visto la dedica speciale ad un testimone di Pace, mons. Raffaele Nogaro, il primo Albero della Pace dedicato a Nogaro in quella che fu la sua diocesi. Sono stati consegnati poi alle primarie di tutte le scuole partecipanti, altri alberi di olivo intitolati alla Pace con la medesima dedica  in ricordo di questa edizione speciale del decennale. Nella motivazione la prof.ssa Del Mastro ha così spiegato: “Piantare oggi questo albero in memoria di Monsignor Raffaele Nogaro non è solo un gesto simbolico, ma l’impegno a far radicare nel nostro terreno i valori di un uomo che ha fatto della Pace la cifra della sua intera esistenza. Nogaro non è stato solo un vescovo, ma una vera “coscienza critica” per Sessa Aurunca e per l’intera Campania, un pastore capace di trasformare la fede in un impegno civile radicale e coraggioso. È stato l’ispiratore di diverse realtà associazionistiche casertane, ispiratore del Movimento per la Pace in  Terra di lavoro, testimone della grande mobilitazione della Fiaccola della Pace ( evidenziato poi dalla Presidente del Movimento). Egli ci ha insegnato che la Pace non è un’astrazione, ma un “cantiere aperto” da costruire quotidianamente con i comportamenti, sfidando a viso aperto le industrie delle armi, il sistema camorristico e l’indifferenza della politica. A Sessa Aurunca ha sposato la causa dei cittadini che si battevano per l’apertura dell’ospedale, si è fortemente impegnato per la causa ambientale che lo ha visto in prima linea battersi per la bonifica della discarica. Il suo legame con questa terra è stato viscerale: lo abbiamo visto dormire nelle fabbriche accanto agli operai che perdevano il lavoro, lottare per il diritto alla salute e denunciare, in tempi non sospetti, lo scempio ambientale che ferisce la nostra casa comune. Ispiratore di don Peppe Diana e amico fraterno di don Tonino Bello, Nogaro ha saputo parlare al cuore di tutti, credenti e non credenti. La testimonianza finale è stata il giorno del suo funerale, presenti le comunità musulmane, i movimenti laici, gli attivisti dei centri sociali e i cattolici. Pensiamo al feretro che è stato sorretto da un’alternanza commovente di sacerdoti e ragazzi stranieri, immigrati che Nogaro aveva accolto e difeso quando nessuno voleva farlo”.  La sua forza stava nella coerenza: non si limitava a gridare ai diritti, ma li difendeva fisicamente, a ricordandoci che  “La vita umana o è sacra o non è nulla!” Oggi, mentre affidiamo alla terra questo albero, scegliamo di non delegare più la nostra responsabilità”.