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IL NUOVO MARADONA PRENDE FORMA: 60 MILA POSTI E L’EUROPA NEL MIRINO

Via la pista d’atletica, un solo anello, spalti a sette metri dal campo, 600 posti super-VIP e 7 mila metri quadrati di hospitality.

Il Comune punta alla prima pietra nella seconda metà del 2027 e alla conclusione dei lavori entro il 2031. Ma Napoli corre verso Euro 2032 con una particolarità: in candidatura ci sono due stadi. Il nuovo Maradona non sarà semplicemente uno stadio ristrutturato. Sarà il tentativo di cambiare volto a uno dei luoghi più identitari della storia sportiva di Napoli, mantenendone intatto il legame con la città e con il calcio che lo ha reso famoso nel mondo.

Lo storico San Paolo si prepara così a una trasformazione profonda, destinata a modificarne l’aspetto, la funzionalità e soprattutto il modo di vivere la partita. Il Comune di Napoli ha presentato alla FIGC il progetto di riqualificazione dell’impianto con un dossier composto da centinaia di tavole, inserendolo nella corsa italiana a Euro 2032.

L’obiettivo è ambizioso: portare il Maradona a circa 60 mila posti e renderlo un impianto adeguato ai grandi eventi internazionali, con lavori che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovranno essere completati entro il 2031.

La rivoluzione partirà dal campo. La pista d’atletica sarà eliminata e lascerà spazio a una configurazione molto più vicina alle esigenze del calcio moderno. Il progetto prevede un unico anello, sviluppato dall’alto verso il basso, con le gradinate che arriveranno fino a una distanza minima di circa sette metri dal terreno di gioco.

L’obiettivo è creare un impianto più compatto, verticale, coinvolgente, capace di riportare il pubblico al centro dello spettacolo.

Ma il nuovo Maradona non sarà soltanto una questione di capienza e di vicinanza al campo. Grande attenzione è stata dedicata al comfort e all’esperienza dello spettatore. Su richiesta del club sarà infatti ampliata la presenza degli skybox nella tribuna centrale: ogni spazio sarà dotato di sedici posti e di un salottino interno. Nel complesso sono previsti circa 600 posti super-VIP e circa 7 mila metri quadrati di aree destinate all’hospitality.

Una scelta che racconta la volontà di portare il Maradona verso gli standard dei grandi stadi europei, dove la partita è diventata sempre più un’esperienza da vivere prima, durante e dopo i novanta minuti.

E proprio il concetto di “experience” attraversa il progetto. Le ampie vetrate delle nuove aree consentiranno, infatti, di assistere anche al momento dell’ingresso in campo dei calciatori, trasformando un passaggio normalmente confinato nelle zone interne dello stadio in una parte dello spettacolo.

È prevista inoltre una nuova area di accesso al terreno di gioco per i giocatori. Il progetto la definisce uno “spazio cerimoniale” prima della partita, collegato all’area VIP e studiato per rendere ancora più emozionante il momento dell’ingresso delle squadre sul terreno di gioco. Anche questo dettaglio contribuisce a delineare la filosofia del nuovo impianto: non soltanto uno stadio più moderno, ma un luogo capace di costruire attorno alla partita una vera esperienza.

A completare il progetto ci sarà poi il capitolo dell’accessibilità. L’impianto sarà raggiungibile attraverso tre linee dedicate di trasporto pubblico, un elemento particolarmente importante per la gestione dei grandi flussi di spettatori e per l’eventuale organizzazione di una manifestazione internazionale come il Campionato Europeo.

Per Napoli, infatti, Euro 2032 rappresenta una prospettiva concreta. La competizione, organizzata da Italia e Turchia, avrà cinque città italiane sede delle partite.

La candidatura del Maradona è stata inserita nel percorso avviato dalla FIGC, che dovrà selezionare le sedi italiane da sottoporre alla UEFA.

La decisione definitiva sulle città ospitanti arriverà più avanti, ma Napoli ha già messo sul tavolo il proprio progetto. E il calendario della riqualificazione non dovrebbe dipendere dall’esito di questa corsa.

L’obiettivo del Comune è posare la prima pietra nella seconda metà del 2027 e completare la ristrutturazione dell’ex San Paolo entro il 2031. In altre parole, il nuovo Maradona dovrà esistere anche se Napoli non dovesse essere scelta tra le sedi di Euro 2032.

L’Europeo può rappresentare un traguardo e una vetrina internazionale, ma non è la condizione per dare vita al progetto. Ed è proprio qui che la storia dello stadio napoletano assume una dimensione ancora più particolare. Perché Napoli, al momento, si presenta alla corsa per Euro 2032 addirittura con due stadi.

Accanto al progetto di riqualificazione del Maradona, finanziato con fondi pubblici, c’è infatti il progetto portato avanti da Aurelio De Laurentiis per la realizzazione di un nuovo impianto di proprietà del Napoli.

L’idea è quella di costruire la futura casa del club nella zona orientale della città, un’area sulla quale la società ha già effettuato sopralluoghi e approfondimenti.

La doppia candidatura è entrata nella documentazione acquisita dalla Federcalcio e fotografa due possibili direzioni per il futuro del calcio napoletano.

Da una parte c’è la trasformazione dello stadio simbolo della città, con la volontà di conservarne la storia e adattarlo alle esigenze del calcio contemporaneo. Dall’altra c’è l’idea di un impianto completamente nuovo, direttamente legato al progetto di crescita e di autonomia del club.

Due stadi, due modelli, due visioni. Ma una stessa città che vuole tornare ad avere un impianto capace di competere con i grandi palcoscenici internazionali.

Il Maradona, intanto, si prepara a cambiare pelle. Sparirà la pista d’atletica, il pubblico sarà più vicino al campo, aumenteranno gli spazi premium, nasceranno nuovi percorsi per i giocatori e una vasta area hospitality.

Il vecchio San Paolo conserverà il nome di Maradona e la memoria di ciò che è stato, ma proverà a presentarsi al futuro con un volto completamente diverso.

Il traguardo è il 2031. Un anno prima dell’Europeo che Napoli sogna di ospitare.

La UEFA avrà l’ultima parola sulla scelta delle sedi.

La partita, però, resta aperta. Mentre il Comune lavora al nuovo Maradona in vista di Euro 2032, De Laurentiis guarda sempre più concretamente alla costruzione di uno stadio di proprietà del Napoli, ritenuto fondamentale per aumentare i ricavi e permettere al club di competere ai massimi livelli europei.

Stefano Canciello