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GRUMO NEVANO. è grumese il nuovo segretario provinciale dei giovani del Pd: è Gregorio di Leva. Eletto al termine del VI congresso metropolitano.

NAPOLI – Si è concluso a Napoli il VI Congresso metropolitano dei Giovani Democratici che vede l’elezione del candidato unitario GREGORIO DI LEVA, classe 00, residente a Grumo Nevano, dove è stato per due volte Consigliere Comunale. Un appuntamento politico che ha tracciato una linea d’azione chiara: connettere le vertenze locali su casa, lavoro e trasporti con le grandi questioni globali, mettendosi alla testa della battaglia contro le disuguaglianze economiche, la corsa al riarmo e la svalutazione del lavoro.
A guidare la federazione metropolitana sarà per la prima volta un giovane amministratore locale dell’Area Nord, che ha rivendicato l’autonomia della giovanile dem: «Vogliamo una giovanile d’avanguardia e di rottura, che prenda il partito per mano e lo porti nei posti dove fa fatica ad arrivare: scuole, nelle università e nelle periferie. I giovani per radicarsi ed essere ascoltati sui territori devono prendersi con forza i propri spazi all’interno delle istituzioni e uscire dalla “gabbia dorata” delle sole politiche giovanili per occuparsi di bilanci, urbanistica, lavori pubblici e politiche sociali».
REDISTRIBUZIONE, PATRIMONIALE E ATTACCO AI SUPER-RICCHI Ampio e centrale il passaggio dedicato all’esplosione delle disuguaglianze e alla necessità di una profonda redistribuzione della ricchezza: «Non dobbiamo avere alcuna paura di pronunciare la parola redistribuzione e di chiedere con forza una patrimoniale per i super-ricchi. Oggi l’1% della popolazione mondiale possiede più ricchezza del restante 99%, e nel 2025 i patrimoni dei miliardari hanno raggiunto la cifra record di 18.300 miliardi di dollari. È inaccettabile che un giovane lavoratore debba fare i salti mortali per 1.000 euro al mese pagando ogni centesimo di tasse, mentre una manciata di miliardari accumula patrimoni superiori al PIL di intere nazioni europee senza versare un euro al fisco, coperti dalle politiche di dumping fiscale delle destre e del Governo Meloni. Serve una fiscalità fortemente progressiva, la tassazione dei grandi patrimoni, degli extraprofitti energetici e dei giganti tecnologici che devono pagare le tasse dove producono valore».
PACE E DIRITTI: “NON SAREMO I VOSTRI SOLDATI” Forte il richiamo alla politica estera e al pacifismo, con l’adesione convinta alle posizioni della Segretaria Nazionale GD Virginia Libero: «Il mondo brucia ostaggio di una classe dirigente globale che ha sostituito la diplomazia con il riarmo e ci sta assuefacendo alla guerra quotidiana vista dal cellulare. Quando con Virginia diciamo “Non saremo i vostri soldati”, diciamo che non siamo disposti a mandare i figli degli ultimi, quelli che la guerra non la vogliono, a morire al fronte per tutelare i profitti di chi sulle armi specula da dietro una scrivania. Serve una politica che lasci alle prossime generazioni meno guerre da combattere, non più armi».
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E NUOVE TUTELARI DEL LAVORO
«L’Intelligenza Artificiale non regolamentata rischia di travolgere il mercato del lavoro giovanile, trasformando uno strumento dalle straordinarie potenzialità nell’ennesimo mezzo per concentrare ricchezza e cancellare posti di lavoro. L’innovazione è tale solo se libera il tempo delle persone e ne migliora la vita, non se serve ad arricchire una manciata di miliardari. Per questo la risposta deve essere radicale: regolamentazione dei colossi tecnologici e riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Se le macchine producono di più, il risultato deve essere lavorare meno e lavorare tutti».
GIUSTIZIA CLIMATICA
«Una sfida che si intreccia con quella ambientale, dove la crisi climatica è anche una questione di classe: quaranta gradi d’estate non sono uguali per un operaio in cantiere e per chi ha grandi patrimoni. Servono risorse vere, ricavate dalla tassazione degli extraprofitti, da investire nel trasporto pubblico e nella messa in sicurezza del territorio».
ATTACCO AL GOVERNO MELONI, AUTONOMIA DIFFERENZIATA E SALARIO MINIMO Spostando il focus sulle politiche nazionali e locali, il Congresso ha bocciato la narrazione governativa dei “giovani pigri”: «Al Sud un under 35 guadagna in media 900 euro al mese, spesso con contratti precari a 3 o 4 euro l’ora. Chiediamo lo stop agli stage gratuiti, l’introduzione del salario minimo legale a 9,50 euro all’ora e il reato di omicidio sul lavoro per fermare la strage delle tre vittime al giorno».
Sul fronte istituzionale, durissima la condanna dell’Autonomia Differenziata, definita «una riforma che spacca l’Italia», citando i già attuali divari nei servizi.
CASA E MODELLO NAPOLI In chiusura, il nodo dell’emergenza abitativa a Napoli, con gli affitti cresciuti del +35,5% tra il 2021 e il 2025: «Sosteniamo la scelta di coraggio del Comune di Napoli di porre un tetto del 30% ai B&B nel centro storico, misura fondamentale per difendere il diritto dei residenti e degli studenti di vivere nelle nostre città. Proporio per questo bisogna fare ulteriori passi in avanti anche a livello nazionale: recuperare il patrimonio pubblico, realizzare studentati ed edilizia sociale».