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GERMANIA ELEZIONI PARLAMENTI REGIONALI ALTRA DISFATTA PER MERZ E IL CDU

In Germania, domenica 20 settembre, si è votato per il rinnovo dei Parlamenti regionali nella città-Stato di Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Land della Germania orientale.

A Berlino un trionfo per la Linke, il partito di sinistra, in testa con il 25,8%, mentre la Cdu, che aveva espresso il sindaco uscente, Kai Wegner, che non si è candidato, segue al 20%. Afd è data al terzo con il 13,8%.
Nel Land del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, invece, Afd è prima con il 37,8%, la Spd è seconda e prende il 36,3%. La Cdu è ferma
intorno al 4,9%.

l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), il partito del cancelliere Friedrich Merz, è andata molto male, appena due settimane dopo la sconfitta schiacciante in Sassonia-Anhalt.
Merz ha definito «un disastro» le elezioni in Meclemburgo per la CDU
Che ora rischia di restare fuori dal parlamento regionale: il cancelliere tedesco ha però escluso di dimettersi.

Se confermato, sarebbe il peggior risultato di sempre per il partito in un’elezione statale, che così resterebbe fuori dal parlamento regionale per la prima volta nella storia della Germania democratica.

Afd ha già rivendicato la vittoria nella Land della Germania orientale, anche se i risultati non sono definitivi. Anche se Afd difficilmente riuscirebbe a governare, visto che gli altri partiti avevano da subito escluso la possibilità di formare una coalizione con il partito di estrema destra.

A Berlino la candidata della Linke Elif Eralp, deputata del parlamento berlinese dal 2021, ha già ringraziato elettori ed elettrici per il voto e detto che «da oggi in poi cambieremo Berlino insieme». La sua campagna elettorale si è molto incentrata sul diritto alla casa, un tema forte in una città come Berlino.

Queste elezioni, anche se locali, sono considerate importanti anche a livello nazionale, vista la crisi di consensi per il Cancelliere Merz, che è al governo insieme all’SPD.
Merz, in carica dal 2025, è il cancelliere più contestato della Germania democratica, contestato anche all’interno del proprio partito e da mesi si ipotizza che possa essere sostituito.

Gennaro Mallozzi