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Chiusa con successo la trentaduesima edizione della Sagra del Casatiello

Si è conclusa con successo la XXXII edizione della Sagra del Casatiello, promossa dalla Pro Loco di Sant’Arpino, guidata dal presidente Aldo Pezzella, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale retta dal sindaco Ernesto Di Mattia. Tre giornate intense, durante le quali Sant’Arpino ha rinnovato uno dei suoi appuntamenti più rappresentativi e sentiti, confermando il ruolo della manifestazione quale simbolo identitario della comunità e autentico fiore all’occhiello del territorio atellano.

Nel corso degli anni, la Sagra del Casatiello è diventata molto più di una manifestazione gastronomica. Essa rappresenta oggi un patrimonio collettivo, un appuntamento profondamente radicato nella memoria della comunità e uno straordinario strumento di promozione culturale, turistica ed economica. Un risultato tutt’altro che scontato, soprattutto in una realtà che continua a confrontarsi con le difficoltà legate alla carenza di infrastrutture e alla fragilità del tessuto economico locale.

Anche quest’anno, tuttavia, la complessa sfida organizzativa è stata vinta grazie all’impegno della Pro Loco e alla dedizione di quanti hanno contribuito alla riuscita dell’evento.

In tanti hanno animato il centro storico cittadino, molti dei quali provenienti da fuori regione, confermando il crescente richiamo di una manifestazione che negli anni ha saputo conquistare una dimensione ben oltre i confini provinciali e regionali.

Protagonista assoluto è stato naturalmente il casatiello, autentico simbolo della tradizione gastronomica campana e custode di una memoria che affonda le proprie radici nella civiltà contadina della Campania Felix. Grazie alla maestria dei panificatori Antichi Sapori Gifuni e Casatiè Cucine Atellane della famiglia Petrone, i visitatori hanno potuto degustare un prodotto che continua a raccontare la storia, i valori e l’identità di un intero territorio.

Accanto alla proposta gastronomica, la XXXII edizione ha offerto un articolato programma culturale e artistico che ha ulteriormente arricchito la manifestazione. Grande affluenza si è registrata presso la Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea “Massimo Stanzione”, dove è stata allestita la mostra “Persistenza – L’arte attraverso le generazioni”, realizzata con la partecipazione dei giovani artisti Agostino Brancaccio, Angelica Perrotta, Chiara Musto, Fabiana Ruocco, Filippo Alfano, Giulia Ferradino, Maria Grazia Perrotta, Maura Pezzullo, Michele Pisacane, Miriam Dioguardi, Paolo Marotta, Rosaria Minopoli, Sabrina Crosta, Simona Avagliano, Teresa Scauzillo; e con la preziosa collaborazione del “Forum dei Giovani” di Sant’Arpino.

Un’iniziativa che ha rappresentato un significativo momento di dialogo tra esperienze e sensibilità differenti, valorizzando il ruolo dell’arte come strumento di crescita culturale e confronto generazionale.

Particolarmente apprezzate sono state anche le visite guidate al Palazzo Ducale Sanchez de Luna e alla Chiesa di Sant’Elpidio (grazie alla disponibilità di don Alfonso D’Errico) curate con tenacia dai giovani volontari della Pro Loco. Un’esperienza che ha consentito di riscoprire alcune delle più importanti testimonianze storiche e artistiche santarpinesi e che ha evidenziato il fondamentale contributo delle nuove generazioni nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio locale. La sagra, peraltro, quest’anno è inserita nei grandi eventi del progetto culturale “Riscrivere Atella”, percorso di ricerca e valorizzazione della memoria storica e identitaria del territorio.

Le serate sono state animate da un ricco programma di musica popolare coordinato dal direttore artistico Luigi Rubiconti. Le esibizioni dei gruppi I Carbone, Suoni Barricati e I Vico hanno saputo creare un’atmosfera coinvolgente e suggestiva, restituendo al pubblico il fascino delle tradizioni musicali campane. Grande apprezzamento hanno riscosso anche la sfilata in abiti del Settecento proposta dall’associazione Antiqua Tempora e le esibizioni di danza popolare curate dall’associazione Sud Folk Dance, momenti che hanno contribuito a rafforzare il legame tra memoria storica e identità culturale.

Le serate sono state animate da “Eventart” che ha coinvolto soprattutto i più giovani in attività di canto e ballo.

La XXXII Sagra del Casatiello si conferma così una manifestazione capace di generare valore sotto molteplici aspetti: culturale, sociale, turistico ed economico. Per tre giorni Sant’Arpino è stata teatro di un’esperienza collettiva fatta di incontri, condivisione e partecipazione, mettendo in mostra le proprie eccellenze gastronomiche, artistiche e culturali e contribuendo alla rivitalizzazione del centro storico e dell’economia locale.

“Eventi come questo – dichiara il Presidente della Pro Loco Aldo Pezzella – dimostrano come la valorizzazione delle tradizioni possa trasformarsi in una concreta opportunità di sviluppo e promozione del territorio. Non a caso, grazie all’azione costante della Pro Loco, il casatiello è diventato negli anni un vero e proprio simbolo di identità, appartenenza e riscatto, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno e di generare ricadute positive che vanno ben oltre i giorni della manifestazione”.

“Al termine di questa XXXII edizione – aggiunge Pezzella – la Pro Loco di Sant’Arpino desidera rivolgere un sentito ringraziamento all’Amministrazione Comunale per il sostegno e la collaborazione istituzionale; ai panificatori Antichi Sapori Gifuni e Casatiè Cucine Atellane della famiglia Petrone; alla Polizia Municipale, alla Protezione Civile e alla Croce Rossa; agli artisti della mostra “Persistenza – L’arte attraverso le generazioni”; al Forum dei Giovani di Sant’Arpino; agli sponsor che hanno contribuito alla riuscita dell’evento; all’associazione “Eventart” per l’animazione; al direttore artistico Luigi Rubiconti e a tutti i volontari che, con passione e spirito di servizio, hanno reso possibile il successo della manifestazione”.

Con la conclusione della XXXII edizione, la Sagra del Casatiello conferma il proprio ruolo di ambasciatrice dell’identità santarpinese e della tradizione atellana, continuando a raccontare, anno dopo anno, una storia fatta di memoria, cultura, accoglienza e comunità