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Santa Maria Capua Vetere:  in scena “Casa di Bambola”, nuova produzione di Henna – Teatro e Arte

Santa Maria Capua Vetere: in scena “Casa di Bambola”, nuova produzione di Henna – Teatro e Arte

Daria D’Amore firma un’ originale e viscerale Casa di Bambola negli spazi di Henna – Teatro e Arte.

Cosa sei disposto a fare per non perdere ciò che hai? Cosa succede quando il desiderio di mantenere il proprio status sociale diventa più forte della verità? È da questo interrogativo che nasce la nuova produzione di Henna – Teatro e Arte, una rilettura di Casa di Bambola che promette di scuotere le fondamenta del classico ibseniano.

Casa di Bambola porta in scena una visione cruda e necessaria dei rapporti, dove il dramma dell’emancipazione lascia il posto a un’analisi profonda dell’analfabetismo emotivo che avvelena le nostre relazioni. Lo spettacolo, che vedrà protagonisti Chiara Di Bernardo e Franco Nappi, debutterà sabato18 aprile alle ore 20:00 con replica domenica19 aprile alle ore 19:00.

In questa versione, Nora e Torvald Helmer non sono semplici coniugi, ma attori di un cliché borghese che tutti conosciamo: lui impegnato a costruire una carriera di successi, lei mesta e assecondante per garantirsi una vita agiata. Eppure, dietro i giochi, le coccole e le finte risate, il vuoto è assoluto. L’amore è un’altra cosa, non è la messinscena sociale che il mondo ci impone, ma è comunicazione, sincerità e il coraggio di guardarsi davvero negli occhi.

Henna racconta un’operazione profonda sotto il tappeto delle apparenze domestiche. Ci ricorda che dietro ogni “famiglia perfetta” può celarsi un labirinto di solitudini, e che l’unico modo per conoscere realmente l’amore è, prima di tutto, avere il coraggio della propria solitudine.

Daria D’Amore (Regia) e Chiara Di Bernardo (Attrice) sono socie co-fondatrici, insieme a Luca Mauro, della nuova realtà artistica presente sul territorio sammaritano, che sfugge alle etichette rigide del teatro istituzionale e mescola l’arte alla formazione e alla ricerca

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Vinitaly 2026, la Campania rafforza la leadership tra le regioni vitivinicole: qualità, turismo e identità territoriale

Vinitaly 2026, la Campania rafforza la leadership tra le regioni vitivinicole: qualità, turismo e identità territoriale

Si chiude oggi l’esperienza della Campania a Vinitaly 2026, manifestazione internazionale che ha registrato circa novantamila presenze e oltre mille buyer. In questa edizione, la Campania si è confermata tra le principali protagoniste, con 170 realtà vitivinicole presenti, tra le rappresentanze più numerose, consolidando la sua posizione tra le prime regioni per ampiezza degli spazi espositivi. Il Padiglione di 5.600 metri quadrati – ispirato alla Louis Vuitton 38th America’s Cup e realizzato dall’Assessorato all’Agricoltura e dall’Assessorato alle Attività Produttive, in collaborazione con Unioncamere Campania e la Camera di Commercio di Napoli – ha attratto un alto numero di visitatori, in particolare nelle giornate di domenica e lunedì.
Nel corso della manifestazione, l’assessora all’Agricoltura Maria Carmela Serluca ha indicato i principali risultati e le prospettive emerse. “L’edizione 2026 di Vinitaly – ha dichiarato – si è svolta in un contesto internazionale complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche e da un rallentamento dei consumi. In tale scenario, la partecipazione della Campania ha rappresentato un significativo banco di prova, che ha confermato l’interesse del pubblico per il brand territoriale e per le nostre produzioni. È emersa inoltre la presenza di nuovi modelli di domanda, sempre più orientati alle specificità dei luoghi di produzione e all’esperienza. Con le nostre proposte abbiamo alternato eventi aperti al grande pubblico, come Vinitaly and the City, a momenti tecnici come le masterclass e i talk di approfondimento, offrendo un programma integrato che ha illustrato a tutto tondo la nostra identità vitivinicola. Inoltre, il legame con l’America’s Cup ha voluto sottolineare la contiguità del comparto vitivinicolo con le sfere del turismo, dello sport e della cultura: ambiti sempre più interrelati e strategici per lo sviluppo del settore. Le conferme arrivano anche dai dati sulla comunicazione: in questa edizione del Vinitaly la Campania si è affermata tra le regioni con la maggiore eco mediatica”.
Molto apprezzata anche l’impostazione unitaria: un unico padiglione e un’identità visiva condivisa per l’intero sistema vitivinicolo regionale.
“È fondamentale rafforzare la collaborazione con i Consorzi di Tutela vini – ha sottolineato l’assessore alle Attività Produttive Fulvio Bonavitacola – in quanto rappresentano i soggetti più prossimi alle dinamiche operative del settore e, quindi, maggiormente in grado di interpretarne criticità e priorità, contribuendo alla definizione di un programma di interventi condiviso ed efficace. I vini campani sono già ampiamente riconosciuti sui mercati internazionali; tuttavia, il contesto attuale si caratterizza per una crescente instabilità, anche in relazione alla vicenda dei dazi che incide in particolare sull’export verso gli Stati Uniti. Allo stesso tempo, si aprono prospettive significative su nuovi mercati, sia in Asia che in Sud America, che possono offrire ulteriori direttrici di sviluppo. In questo quadro, esperienze come quella del Vinitaly assumono un duplice valore strategico: da un lato, costituiscono un momento di confronto e coordinamento tra tutti gli attori regionali del comparto; dall’altro, offrono l’opportunità di intercettare e analizzare le nuove tendenze della domanda, orientando in modo più efficace le politiche di sviluppo e promozione del sistema produttivo”.
Numerose le attività realizzate dai sei Consorzi di Tutela vini, che nei quattro giorni di manifestazione hanno animato la Piazza Campania: il Consorzio Sannio, attraverso un omaggio al celebre vaso greco di Assteas, ha evidenziato il profondo legame tra i vini sanniti, l’arte e l’archeologia; il Consorzio Vitica ha valorizzato i vini casertani mettendone in luce la connessione con i suoli vulcanici e introducendo formule innovative di degustazione, tra cui esperienze in 3D; il Consorzio Vita Salernum Vites ha ribadito l’identità mediterranea dei propri vini attraverso due masterclass dedicate; il Consorzio Vesuvio ha posto l’accento sulle rotte enoturistiche, presentando il progetto “Vesuvio Wine Day” in programma il prossimo maggio; il Consorzio Irpinia ha, invece, sottolineato il ruolo strategico delle reti tra imprese e istituzioni per la crescita dell’export, approfondendo il valore dell’Aglianico come espressione autentica dell’identità territoriale; il Consorzio Campi Flegrei, infine, ha raccontato un patrimonio enologico unico, fortemente connotato dalla storia e dall’influenza del mare e dell’attività vulcanica.
Tra gli altri eventi molto apprezzati, oltre alle masterclass e alle iniziative di Camere di Commercio e Consorzi: l’intervento della Master of Wine Cristina Mercuri, con una riflessione sull’evoluzione percettiva e commerciale dei bianchi campani; il Premio Migliore Carta dei Vini Campani nei ristoranti d’Italia, con cui sono stati premiati 21 ristoranti; la presentazione del programma di turismo enogastronomico “Praesentia Gusto di Campania Divina” a cura dell’Assessorato al Turismo, con la partecipazione dell’assessore Vincenzo Maraio e dell’artista Marisa Laurito; la celebrazione della tradizionale pizza a portafoglio in collaborazione con l’Associazione Verace Pizza Napoletana con la partecipazione del maestro pizzaiolo Guglielmo Vuolo. CS

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