Pubblicità

REGIONE CAMPANIA. DIREZIONE GENERALE TUTELA DELLA SALUTE. In Campania acque sotterranee contaminate da agenti cancerogeni. Lo studio della Federico II, picchi nella Terra dei Fuochi. La Regione chiama le Asl

REGIONE CAMPANIA. DIREZIONE GENERALE TUTELA DELLA SALUTE. In Campania acque sotterranee contaminate da agenti cancerogeni. Lo studio della Federico II, picchi nella Terra dei Fuochi. La Regione chiama le Asl

Continua a leggere

Napoli: Il fenomeno microchip CIE utilizzato per truffare gli anziani. I controlli dei carabinieri aprono nuovi scenari

Napoli: Il fenomeno microchip CIE utilizzato per truffare gli anziani. I controlli dei carabinieri aprono nuovi scenari

Continuano gli episodi di furti o manomissioni del microchip sulle carte di identità elettroniche e, sulla fobia di questo fenomeno, si è aperto anche un nuovo stratagemma criminale: la Truffa dell’identità rubata.
Torniamo ai furti e alle manomissioni che non diminuiscono nonostante le notizie provenienti da tutta Italia. Gli ultimi episodi avvenuti nella città di Napoli.
Nella caserma dei Carabinieri San Giuseppe si sono presentate, in tre momenti, 3 persone.
I 3, quando hanno esibito il documento, hanno mostrato la propria carta di identità al Maresciallo. Peccato che le CIE fossero state danneggiate con il microchip manomesso. Uno dei tre era in caserma perché sottoposto alla misura della presentazione alla polizia Giudiziaria. Nel momento dell’identificazione e della firma, sulla scrivania del militare, la carta di identità con l’ormai famosa fessura chirurgica.
Questa notte l’ultimo episodio. I carabinieri del nucleo radiomobile hanno denunciato un 49enne di Volla. I militari hanno fermato l’uomo a via Orazio Coclite, nel rione Traiano. Il 49enne, al momento del controllo, ha fornito ai militari la CIE con il taglio chirurgico che non lascia scampi ad equivoci.

Lo stratagemma criminale e il rovescio della medaglia nell’informazione. E’ emerso, infatti, che la notizia virale del fenomeno CIE con il microchip tolto viene usata per manipolare le fasce deboli. Siamo difronte alla truffa del furto della carta di identità elettronica. Il truffatore – che ne sa una più del diavolo – approfitta della fobia sul furto di identità attraverso le CIE. Il criminale finge di essere un carabiniere e inganna l’anziana vittima con la storia che qualcuno ha rubato negli uffici comunali diverse carte di identità e i dati contenuti al loro interno. Con questi dati i malviventi hanno commesso dei reati e tocca quindi all’ormai soggiogata vittima dimostrare la propria innocenza pagando.
Giorni fa l’arresto da parte dei Carabinieri di Forio d’Ischia di un 19enne di Secondigliano. Il ragazzo aveva truffato un’anziana isolana. Le indagini dei militari hanno fatto luce su questa nuova truffa.

Questa truffa alimenta ulteriormente il mercato dell’inganno che investe ormai tutte le fasce d’età.
Per questo motivo è premura del comando Provinciale di Napoli continuare nell’opera di sensibilizzazione sul fenomeno:

ATTENZIONE ALLE CARTE D’IDENTITÀ MANOMESSE

Una CIE apparentemente integra può essere stata manomessa con la rimozione del microchip.
La rimozione del microchip altera il documento e può comprometterne le funzionalità di identificazione e autenticazione elettronica.
I chip rimossi potrebbero essere riutilizzati per creare documenti falsi.

COSA FARE
Non manomettere mai la tua CIE: diventa inutilizzabile ed è reato!
Non utilizzare una CIE manomessa o danneggiata.
In caso di anomalie, rivolgiti agli uffici che hanno rilasciato il documento per verificarne la validità.
Prestare particolare attenzione a richieste anomale di documenti, dati personali o codici di autenticazione.
Se si sospetta un furto o un utilizzo illecito dei propri dati personali, segnalare immediatamente la situazione recandoti presso la Stazione Carabinieri più vicina oppure chiama il NUE 112.
Nessun appartenente alle forze dell’ordine chiederà denaro o gioielli per pagare spese processuali.

Continua a leggere

Scuola, Uil Campania: “Al De Nicola devastazioni inaccettabili, istituzioni intervengano”

Scuola, Uil Campania: “Al De Nicola devastazioni inaccettabili, istituzioni intervengano”

Napoli – “Profonda solidarietà e vicinanza all’intera comunità scolastica dell’I.S.I.S. “Enrico De Nicola”, oggetto di gravi danneggiamenti verificatisi durante l’occupazione studentesca”. Così il sindacato scuola della Uil Campania guidato da Roberta Vannini.

Richiama la responsabilità delle istituzioni e il valore della scuola pubblica Roberta Vannini, segretaria generale UIL Scuola Campania per la quale “la devastazione di una scuola è un fatto che interpella tutta la comunità e chiama in causa la responsabilità delle istituzioni. Il diritto al dissenso e alla protesta è un principio irrinunciabile della democrazia, ma non può essere confuso con la violazione della legalità e la distruzione dei beni comuni”.

Per la Segretaria regionale del sindacato scuola della Uil “è necessario che le istituzioni competenti assumano fino in fondo le proprie responsabilità, garantendo interventi tempestivi e risorse adeguate per restituire alla comunità scolastica spazi sicuri e pienamente funzionali. La scuola pubblica è un patrimonio collettivo, dovrebbe essere chiaro agli stessi ragazzi. La scuola va preservata , difenderla significa difendere la democrazia, il diritto all’istruzione e il loro stesso futuro”.

La UIL Scuola rivolge pertanto un appello al Presidente della Municipalità e alla Città Metropolitana di Napoli affinché, ciascuno per le proprie competenze, si attivino con la massima urgenza per sostenere la comunità scolastica e accelerare le verifiche tecniche, gli interventi di riparazione e il ripristino dell’istituto.

“Non possiamo permettere che, oltre ai danni subiti, studenti e lavoratori debbano affrontare anche ritardi nella restituzione di spazi adeguati allo svolgimento delle attività didattiche e lavorative. La solidarietà all’I.S.I.S. De Nicola deve tradursi in responsabilità, interventi immediati e restituzione alla comunità scolastica di un istituto pienamente funzionante”, conclude Roberta Vannini.

“Ancora una volta – dichiara Massimiliano Esposito, responsabile territoriale UIL Scuola Vomero – ci troviamo di fronte a episodi che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare il proprio dissenso. Dopo quanto accaduto al Liceo Mazzini, assistiamo all’ennesimo episodio di vandalismo che colpisce una scuola, i suoi ambienti, le sue attrezzature e il lavoro quotidiano di un’intera comunità educante”.

“È inaccettabile e profondamente vergognoso – aggiunge – che ancora oggi si debba assistere a fatti del genere. Proviamo vergogna di fronte a comportamenti che distruggono luoghi destinati alla crescita, alla formazione e alla partecipazione democratica. Il dissenso è un diritto, ma non può diventare un pretesto per devastare una scuola. Non è questo il modo di protestare né di far sentire la propria voce”.

Sulla vicenda interviene anche Fabio Capone, RSU UIL Scuola e RLS dell’I.S.I.S. “Enrico De Nicola”: “Quanto accaduto rappresenta una ferita profonda: la scuola appartiene a tutti e distruggerne gli ambienti significa colpire studenti, docenti, personale ATA e famiglie. Esprimo la mia vicinanza alla dirigente a tutti i lavoratori dell’istituto. La protesta deve trovare spazio attraverso il confronto e la responsabilità, mai attraverso la violenza e il vandalismo”

Continua a leggere

La Polizia di Stato intensifica il contrasto alla criminalità giovanile su tutto il territorio nazionale, con controlli straordinari, arresti, denunce e sequestri. Un’operazione importante per prevenire e contrastare fenomeni di violenza, illegalità e degrado, con particolare attenzione alla tutela dei minori e alla sicurezza delle comunità.

COMUNICATO STAMPA
Polizia di Stato: operazione di contrasto alla criminalità giovanile in diverse province del territorio nazionale. Arrestati 575 maggiorenni, 69 minorenni, 1695 giovani denunciati, tra cui 373 minorenni, 236.138 giovani controllati, di cui 23.060 minorenni. Sequestrati 69,4 kg di cocaina, 328,44 g di eroina e 174,8 kg di cannabinoidi. Monitorati 1.115 profili social.
Migliaia di operatori delle Questure italiane, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, hanno concluso, nelle due ultime settimane, una vasta operazione di polizia giudiziaria in tutto il territorio nazionale nei confronti di giovani, anche minori, coinvolti, sia come singoli sia in gruppi, in attività criminali contro la persona, il patrimonio e in materia di armi o sostanze stupefacenti.
L’attività dei poliziotti delle 106 Squadre mobili, con il supporto di equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine e di altri uffici della Polizia di Stato, ha consentito di controllare, soprattutto in aree di spaccio e di “movida”, 236.138 giovani, di cui 23.060 minorenni.
Sono stati tratti in arresto 575 maggiorenni e 69 minorenni per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti; 1695 giovani sono stati denunciati in stato di libertà, tra cui 373 minorenni, per ricettazione, possesso di armi e strumenti atti ad offendere e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Le condotte prevalenti, che venivano mostrate anche sui social dagli stessi autori, sono riconducibili ai delitti di tentato omicidio, lesioni, rissa, danneggiamento, estorsione, furto, rapina, spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope, detenzione illegale di armi e strumenti atti ad offendere.
Complessivamente, al livello nazionale, sono state controllate 299 abitazioni, tra cui 39 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 365 sale giochi, 896 esercizi commerciali, 1.149 luoghi di movida (839 piazze e 310 centri cittadini), 177 stazioni e 198 parchi. A seguito delle verifiche sono state elevate 1.394 sanzioni amministrative di diversa natura, in particolare per uso di sostanze stupefacenti, violazioni al codice della strada e alle norme in materia di pubblici esercizi.
Nel corso delle perquisizioni, durante le quali sono stati recuperati numerosi oggetti provento di furto, tra cui collane d’oro, tablet, cellulari, abbigliamento e 269.863 euro in contanti, sono state sequestrate 28 armi da fuoco, tra armi corte e armi lunghe, 210 armi bianche, 25 oggetti atti ad offendere (6 cacciavite, 2 mazze da baseball, 2 bastoni sfollagente telescopici, 2 pistole soft air, 1 pistola semiautomatica a salve, 1 pistola giocattolo, 6 spray al peperoncino, 2 tirapugni, 1 tagliabalsa, 2 passamontagna), numerosi ordigni esplosivi e batterie di tubi monocolpo, bombolette di spray urticante, taglierini e strumenti atti allo scasso.
Sono stati sequestrati 69,4 kg di cocaina, 328,44 g di eroina e 174,8 kg di cannabinoidi, nonché più modici quantitativi di altre sostanze stupefacenti tra cui ecstasy, ketamina, anfetamine, capsule di lyrica e benzodiazepine.
Nel corso delle attività, nella provincia di Foggia, gli investigatori, anche grazie a diverse segnalazioni su Youpol, hanno svelato l’esistenza di alcune strutture, note come “crack house”, utilizzate come laboratori artigianali adibiti alla trasformazione della cocaina in crack, alla commercializzazione di diverse tipologie di sostanze stupefacenti e alla messa a disposizione di ambienti e attrezzature funzionali al consumo delle stesse da parte degli assuntori.
Sono stati monitorati 1.115 profili social, per 3 dei quali, in provincia di Torino, è già stata avanzata richiesta di oscuramento per contenuti violenti ed ostentazione di armi.
Anche alla luce dei recenti e gravi episodi registrati nelle manifestazioni nelle giornate del 17, 18 e 24 ottobre 2026, in Lombardia, i controlli, si sono concentrati nelle province di Como, Cremona, Milano, Monza e Brianza, dove si è registrata una particolare incidenza di episodi criminosi di devianza legati ai gruppi giovanili di strada.
Attraverso servizi straordinari di prevenzione, identificazione e presidio delle aree più sensibili, l’attività condivisa con l’Autorità giudiziaria si è conclusa con l’esecuzione di diverse perquisizioni personali e domiciliari, l’identificazione di numerosi soggetti, la denuncia a piede libero dei presunti responsabili per reati quali danneggiamento aggravato, rissa e resistenza a pubblico ufficiale e l’emissione di specifici provvedimenti di Daspo urbano e fogli di via obbligatori, volti a garantire il ripristino della legalità e la tutela della sicurezza pubblica. Nel corso delle attività, attraverso l’analisi delle chat e dei gruppi di messagistica presenti sui telefoni cellulari dei giovani coinvolti, sono stati raccolti elementi decisivi relativi all’organizzazione e al coordinamento dei disordini accaduti durante le manifestazioni.
Nello specifico, a Napoli, personale della Polizia di Stato ha tratto in arresto 28 persone, di cui 23 maggiorenni e 5 minorenni, per reati contro la persona, il patrimonio, l’ordine pubblico e la pubblica incolumità, l’amministrazione della giustizia, la pubblica amministrazione e in materia di sostanze stupefacenti. Sono state, inoltre, denunciate in stato di libertà, a vario titolo, 76 persone, di cui 40 maggiorenni e 36 minorenni. Nel medesimo periodo sono state eseguite 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 2 ordinanze di custodia cautelare degli arresti domiciliari. Ancora, sono stati eseguiti 6 fermi di indiziato di delitto, di cui 4 emessi dal Pubblico Ministero della Procura dei Minorenni di Napoli per reati contro il patrimonio e la fede pubblica.
Complessivamente sono state identificate 18.000 persone, controllati più di 1.300 veicoli, 40 esercizi commerciali, 23 sale giochi, 91 abitazioni e 27 luoghi di movida; sono stati, altresì, sequestrati oltre 26 kg di sostanze stupefacenti, nonché armi, munizioni, veicoli e denaro contante. Nell’ambito dell’attività di monitoraggio del web e dei social network sono stati osservati 16 profili social.

Continua a leggere

NAPOLI: ristorante e market etnici sanzionati dai Carabinieri. Dalle ispezioni sporcizia e lavoro in nero

recensioni c’è chi accoglie con piacere questo piccolo angolo di cucina singalese. “Una piacevole scoperta!” – scrive una cliente – “Non avevo mai provato la cucina dello Sri Lanka, ma una volta provata me ne sono innamorata”.Sui social, qualche influencer azzarda: “uno dei migliori locali etnici di Napoli”.Diversa la prospettiva dei carabinieri della compagnia Stella e del NAS di Napoli, dopo un’accurata ispezione dei locali.Carenze igieniche e sanitarie, alimenti in cattivo stato di conservazione, sporcizia sedimentata.Una situazione delicata che ha portato a contestazioni salate e al ritiro e al divieto di immissione in commercio di 800 kg di alimenti vari. L’attività è stata sospesa.Sanzioni anche per il titolare di un market etnico. 4 i lavoratori “in nero” identificati, 3 le ammende e 4 le violazioni amministrative notificate per oltre 20mila euro di multe.Anche questa attività è stata sospesa.I controlli continueranno anche nelle prossime ore

Continua a leggere

NAPOLI FUORIGROTTA E RIONE TRAIANO: un bisturi nelle tasche, giovane denunciato dai Carabinieri. Controlli nella periferia occidentale

NAPOLI FUORIGROTTA E RIONE TRAIANO: un bisturi nelle tasche, giovane denunciato dai Carabinieri. Controlli nella periferia occidentale

Controlli dei Carabinieri tra i quartieri di Fuorigrotta e rione Traiano.

Denunciato un uomo, trovato in possesso di una somma di circa 15mila euro in contante, 6 carte di pagamento e 1 smartphone. Il materiale è stato ritenuto di provenienza illecita ed è finito sotto sequestro.

11 le persone che dovranno rispondere di violazione di sigilli. Avrebbero occupato, per viverci, alcuni sottoscala in una palazzina del rione Traiano.

Un giovane è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico e un bisturi. Dovrà rispondere di porto ingiustificato di armi.

Altra denuncia per un uomo sorpreso alla guida in stato di ebbrezza.

Durante il controllo sono state identificate 164 persone e ispezionati 95 veicoli. 26 le sanzioni al codice della strada, 10 i veicoli sequestrati.

Continua a leggere

GIUGLIANO E QUALIANO: Controlli ambientali, 24h di controlli dei Carabinieri. 4 persone denunciate

a Liternum, tra le paludi di quello che oggi è Lago Patria, che Scipione l’Africano scelse di ritirarsi a vivere i suoi ultimi anni.
Oggi su quelle strade circolano furgoni carichi di rifiuti pericolosi, motori smontati, cartoni e scarti di edilizia.
I carabinieri della compagnia di Giugliano lo sanno bene e presidiano quelle aree con la massima attenzione, supportati anche dalla control room Terra dei Fuochi e dal Reggimento Campania.
E i controlli si sono intensificati proprio per evitare che il territorio diventi una pattumiera.
4 le persone denunciate nelle ultime 24 ore.
In via Ripuaria, località Varcaturo, un uomo viaggiava su una Fiat Uno con 3 metri cubi di rifiuti, 3 motori d’auto e pezzi di ricambio ormai ridotti a ferraglia.
Sempre a Varcaturo, un secondo conducente trasportava sul cassone del proprio camion 4 metri cubi di vetro, ferro, legno, acciaio e plastica, senza alcuna autorizzazione.
All’altezza dello svincolo di Lago Patria, sull’ex statale 162, i militari hanno bloccato un furgone. A bordo imballaggi di cartone, polistirolo e legno truciolato.
La situazione più delicata a Qualiano. Con il supporto della Polizia Municipale, i Carabinieri hanno ispezionato un’autofficina lungo la Circonvallazione Esterna. Sul retro, in barba alle norme edilizie, il gestore avrebbe realizzato un deposito abusivo di rifiuti. Sul terreno parti meccaniche, stracci intrisi di vernice e plastica. In un fondo adiacente di circa 1500 mq erano stoccati veicoli danneggiati e pezzi di carrozzeria.
Officina e terreno sono finiti sotto sequestro, così come i mezzi e i rifiuti trovati sugli altri veicoli.
I 4 risponderanno di gestione illecita di rifiuti, 2 anche di ricettazione.

Continua a leggere

GdiF NAPOLI: reimpiego capitali riconducibili al Clan dei Casalesi. Eseguito decreto di sequestro confronti 8 indagati, soci e amministratori di 3 società affidatarie della raccolta rifiuti urbani in 14 comuni campani.

GdiF NAPOLI: reimpiego capitali riconducibili al Clan dei Casalesi. Eseguito decreto di sequestro confronti 8 indagati, soci e amministratori di 3 società affidatarie della raccolta rifiuti urbani in 14 comuni campani.

Continua a leggere

Miano: tentano la fuga dopo aver rubato un’auto. Tratti in arresto dalla Polizia di Stato.

Miano: tentano la fuga dopo aver rubato un’auto. Tratti in arresto dalla Polizia di Stato.

Foto

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 21enne e un 45enne, entrambi con precedenti di polizia, per furto aggravato; gli stessi sono stati, altresì, denunciati per possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli e per utilizzo di targhe automobilistiche contraffatte.

Nello specifico, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e del Commissariato Scampia, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via San Francesco d’Assisi a Miano, hanno notato due auto che procedevano a distanza ravvicinata; in quei frangenti, alla vista dei poliziotti, i due hanno abbandonato le vetture per poi tentare la fuga a piedi, ma sono stati bloccati dagli agenti.

Dagli accertamenti di seguito esperiti, è emerso che una delle due auto era stata rubata poco prima a Telese Terme (BN) dai due soggetti, mentre sull’altra erano state applicate due targhe adesive riportanti una numerazione diversa da quella originale; sono stati, altresì, rinvenuti due jammer (disturbatori di frequenza), diversi arnesi atti allo scasso e indumenti utili al travisamento.

Per tali motivi, gli indagati sono stati tratti in arresto dal personale operante, mentre la vettura è stata restituita al legittimo proprietario.

Continua a leggere