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REGIONE CAMPANIA. DIREZIONE GENERALE TUTELA DELLA SALUTE. In Campania acque sotterranee contaminate da agenti cancerogeni. Lo studio della Federico II, picchi nella Terra dei Fuochi. La Regione chiama le Asl

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GdiF RAVENNA: operazione “mani d’oro” – somministrazione illecita di manodopera e riciclaggio milionario. sequestri d’urgenza e perquisizioni in 9 province. Interessate anche le provincia di NAPOLI e CASERTA. I finanzieri di Ravenna hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo “d’urgenza”, fino al raggiungimento di circa 37 milioni di euro, quali profitti illeciti di reati tributari e del relativo “riciclaggio”.

GdiF RAVENNA: operazione “mani d’oro” – somministrazione illecita di manodopera e riciclaggio milionario. sequestri d’urgenza e perquisizioni in 9 province. Interessate anche le provincia di NAPOLI e CASERTA. I finanzieri di Ravenna hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo “d’urgenza”, fino al raggiungimento di circa 37 milioni di euro, quali profitti illeciti di reati tributari e del relativo “riciclaggio”.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ravenna hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo “d’urgenza” emesso dalla locale Procura della Repubblica, avente ad oggetto liquidità, beni mobili o immobili nella disponibilità degli indagati fino al raggiungimento di circa 37 milioni di euro, quali profitti illeciti di reati tributari e del relativo “riciclaggio”. Disposte anche oltre 40 perquisizioni nelle Province di Ravenna, Rimini, Cesena, Napoli, Caserta, Bergamo, Padova, Taranto e Lecce.
Le indagini, in particolare, hanno fatto luce sulla effettiva inconsistenza di numerose società formalmente attive nel settore delle costruzioni meccaniche ma, di fatto, strumentali esclusivamente a rappresentare veri e propri serbatoi di manodopera per circa 1000 lavoratori: saldatori, carpentieri e manovali d’officina, perlopiù di origine straniera, venivano infatti assunti o licenziati solo in funzione dei carichi di lavoro delle reali società operative coinvolte, ossia le uniche ad avere mezzi e organizzazione per l’effettuazione in concreto di commesse o subappalti.
Evidente il vantaggio per quest’ultime: oltre a un cospicuo risparmio fiscale, godere con continuità di “manodopera”, senza essere assoggettati a tutti i meccanismi sottesi all’instaurazione di un rapporto di lavoro dipendente (ad esempio: gestione amministrativa, tutele salariali e previdenziali, obbligo di assunzione a tempo indeterminato, etc.) e senza fare ricorso alla “rete” delle agenzie regolarmente autorizzate.
Non solo: seguendo le “tracce del denaro”, le investigazioni sono state ulteriormente approfondite e hanno consentito di delineare uno scenario molto più ampio ed esteso sul territorio nazionale, essendo stato individuato il coinvolgimento di ulteriori soggetti dediti al riciclaggio dei denari incassati a fronte delle citate somministrazioni di personale, risultati solo parzialmente destinati al pagamento dei lavoratori.
Di qui l’interessamento delle Province di Napoli e Bergamo, ove i “riciclatori” -tramite la “gestione” di nr. 155 società cartiere- provvedevano, dapprima, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti (130 milioni) e, successivamente, a retrocedere le somme pattuite in contanti dopo alcuni passaggi nei vari conti bancari, al netto di una commissione oscillante dal 14 al 22%, secondo il tipico schema del c.d. “underground banking”. Un sistema che ha coinvolto circa 1200 ulteriori soggetti economici con il trasferimento all’estero di oltre 80 milioni di euro in circa 2 anni.
Nel delineato contesto, inoltre, non aveva rilievo nemmeno la possibilità che le cartiere generassero contabilmente redditi imponibili, poiché le relative imposte venivano sistematicamente compensate con circa 11 milioni di euro di crediti fiscali fittizi.
In tale ambito, le perquisizioni eseguite hanno permesso di scoprire l’allestimento di un vero e proprio “ufficio finanziario”, dotato di server, computer, macchina conta-banconote, oltre 100 smartphone e centinaia di carte di credito impiegabili per il ritiro di denaro. A ciò si aggiunga il reperimento di “contante” per circa 250 mila euro, nonché di gioielli e numerosi orologi di lusso, tra i quali uno del valore unitario stimato di circa 100 mila euro, oltre che immobili, autovetture e centinaia di conti correnti il cui saldo sarà quantificabile nei prossimi giorni.
Importante anche la cooperazione giudiziaria instaurata con il Tribunale unico della Repubblica di San Marino ai fini del sequestro, per circa 7.5 milioni di euro, dei rapporti continuativi ivi intrattenuti da un soggetto indagato (già condannato per reati tributari), che era solito giustificare la legittima disponibilità di risorse finanziarie come vincite al gioco.
Non solo: la medesima Autorità Giudiziaria, sulla base degli elementi forniti, ha avviato le indagini di propria competenza, disponendo accertamenti su slot machine e sul comportamento di alcuni dipendenti.
L’attività di servizio testimonia l’impegno profuso dalla Guardia di Finanza non solo nel contrasto alle frodi fiscali e all’indebita compensazione dei debiti tributari con crediti fittizi, ma anche allo sfruttamento della manodopera e all’illecita reintroduzione dei profitti nell’economia legale. Ciò, mediante l’effettuazione di indagini orientate alla sistematica aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie indebitamente conseguiti, a tutela anche degli operatori rispettosi delle regole e dei lavoratori, in una prospettiva di garanzia del regolare funzionamento dei meccanismi di libera concorrenza.
Occorre comunque evidenziare che il procedimento penale, che allo stato riguarda 22 persone fisiche tra le quali 2 professionisti, è nella fase delle indagini preliminari e che, indipendentemente dagli elementi indiziari sui quali si fonda l’emissione dei provvedimenti cautelari, per il principio della presunzione di non colpevolezza, le eventuali responsabilità derivanti dal contesto investigativo descritto saranno definitivamente accertate solo a seguito di sentenza irrevocabile di condanna.

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GdiF NAPOLI: sequestrati 30 mila litri di benzina di contrabbando e un autoarticolato. denunciati due soggetti.

GdiF NAPOLI: sequestrati 30 mila litri di benzina di contrabbando e un autoarticolato. denunciati due soggetti.

Militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Napoli, nell’ambito dell’intensificazione dei controlli sui prodotti petroliferi, al fine di contrastare i fenomeni speculativi, hanno sequestrato a Marigliano (NA) 30.000 litri di benzina di contrabbando – cd. “Designer Fuel” – denunciando due soggetti di nazionalità polacca.
In particolare, nell’ambito di un servizio di controllo economico del territorio, i finanzieri del Gruppo Nola hanno controllato un autoarticolato con targa polacca, insospettiti dall’andamento particolare del mezzo.
L’ispezione del veicolo e del carico ha consentito di rinvenire 30 contenitori in plastica, della capienza di 1.000 litri cadauno, in relazione ai quali i due soggetti hanno esibito un documento (“C.M.R.”) ove veniva indicato, quale bene trasportato, olio per dischi dei freni, prodotto che non è soggetto alla stringente normativa fiscale che disciplina la circolazione di quelli energetici sottoposti ad accisa.
Insospettiti dal contesto, i finanzieri hanno eseguito ulteriori approfondimenti sulla merce trasportata, accertando la reale natura del carico, ovvero una miscela di idrocarburi con caratteristiche assimilabili alla benzina, movimentata in totale evasione di imposta.
Al termine delle attività, l’autoarticolato con il suo carico è stato sottoposto a sequestro e i due soggetti sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola per il reato, previsto dall’art. 40 del D. Lgs. n. 504/95 (T.U.A.), di “sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici”.
Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e, in forza del principio di presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone sottoposte a indagini sarà accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.

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TUMORE AL SENO, A NAPOLI LA CAMPAGNA LILT NASTRO ROSA… FA RETE

TUMORE AL SENO, A NAPOLI LA CAMPAGNA LILT NASTRO ROSA… FA RETE

Napoli – 55.900 nuovi casi di tumore della mammella nel 2025, quasi 153 ogni giorno. In Campania sono stati circa 4.600, 12 al giorno. Numeri che raccontano la dimensione di una patologia che continua a rappresentare una delle principali sfide della prevenzione oncologica e dai quali parte la 34esima campagna nazionale “LILT for Women – Nastro Rosa 2026” che anche quest’anno vede impegnata la LILT Napoli, presieduta dal professor Adolfo Gallipoli D’Errico, con un programma di iniziative dedicate alla prevenzione e alla diagnosi precoce. I dati nazionali 2025 indicano il tumore della mammella come la neoplasia più frequente tra le donne mentre le stime sul 2026 parlano di circa 60.000 nuovi casi.
“C’è un dato – spiega il professor Gallipoli D’Errico – che merita attenzione: stiamo osservando un trend in lieve aumento dei tumori della mammella nella fascia tra i 40 e i 49 anni. Ed è anche alla luce di questo segnale, per quanto lieve, che il Ministero della Salute ha invitato le Regioni, anche su sollecitazione della LILT, a rafforzare ed estendere lo screening, ampliando progressivamente la fascia di età dai 45 ai 74 anni, rispetto alla precedente 50-69”.
Il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 prevede infatti l’ampliamento graduale dello screening mammografico alle fasce 45-49 e 70-74 anni.
“La prevenzione – aggiunge il presidente della LILT Napoli – deve anticipare la malattia e intercettarla il prima possibile. Ecco perché il nostro obiettivo principale è portare i controlli il più vicino possibile alle donne, nei nostri ambulatori, nelle aziende, nelle farmacie e nei Comuni”.
Porte aperte , dunque, per l’intero mese di ottobre ed oltre, ai sette ambulatori LILT di Napoli e provincia che effettueranno controlli clinici senologici, previa prenotazione il martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 17 al numero 081 5495188. La campagna sarà inoltre presente nelle 310 farmacie di Napoli e provincia, dove sarà distribuito, grazie alla collaborazione con Federfarma Napoli, l’opuscolo nazionale “LILT for Women 2026” insieme al materiale informativo dell’associazione.
I medici LILT saranno impegnati con veri e propri screening senologici anche in alcune importanti aziende, tra cui Carpisa, Banca di Credito Popolare e Pierrel, per attività di prevenzione clinica e strumentale. A Pompei, il 23 e 24 ottobre, sono previste visite di prevenzione presso la Casa Comunale e l’illuminazione in rosa di un monumento cittadino.
Significative le presenze sui media: il presidente della LILT Napoli, già ospite questa mattina di Buongiorno Regione su Rai 3, parteciperà a “Story Time” su Radio Canale Italia e, nei giorni successivi, terrà interviste con Il Mattino, Canale 21, Canale 8 ed altre testate locali.
Il programma Nastro Rosa 2026 prevede come da tradizione anche una serata di beneficenza. Appuntamento il 16 ottobre prossimo al Rosolino Club per la serata “Un gesto… mille sorrisi”, con Maurizio Filisdeo e la sua band, a sostegno delle attività della LILT Napoli.

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Cardarelli, 211 candidati al concorso per 2 posti di medico ginecologo:
già espletato lo scritto, oggi la prova pratica e l’orale. Il Direttore generale: “Il Cardarelli è diventato attrattivo per giovani professionisti”
Al concorso per ginecologi tanti gli under35, in molti da fuori regione: Milano, Brescia, Campobasso. Maggioritaria la componente femminile: 152 donne e 59 uomini

Cardarelli, 211 candidati al concorso per 2 posti di medico ginecologo:
già espletato lo scritto, oggi la prova pratica e l’orale. Il Direttore generale: “Il Cardarelli è diventato attrattivo per giovani professionisti”
Al concorso per ginecologi tanti gli under35, in molti da fuori regione: Milano, Brescia, Campobasso. Maggioritaria la componente femminile: 152 donne e 59 uomini

Napoli, 6 ottobre 2026 – Boom di iscritti per il concorso di due posti a tempo indeterminato al Cardarelli di dirigente medico di Ostetricia e Ginecologia. In 211 hanno già sostenuto lo scorso 24 settembre la prova scritta, stesso numero previsto per oggi al Salone Moriello del padiglione centrale dove in mattinata si è tenuta la prova pratica e, nel pomeriggio, si terrà quella orale.
In tanti da fuori regione (Milano, Brescia, Campobasso), moltissimi gli under35, mentre a risultare maggioritaria è la componente femminile: 152 le donne, 59 gli uomini. Per quanto riguarda il rapporto tra specialisti e specializzandi, leggermente in superiorità numerica i primi: 110 candidati, mentre 101 camici bianchi stanno ultimando la scuola di specializzazione.
Dice il direttore generale dell’Azienda ospedaliera napoletana Antonio d’Amore: “La grande risposta di giovani ginecologi al nostro concorso testimonia l’interesse che riscuote il Cardarelli come polo ospedaliero attrattivo e prestigioso. Quanto verificatosi in questi giorni è un fenomeno in assoluta controtendenza rispetto allo scenario italiano che vede una fuga di personale medico dagli ospedali pubblici. Si tratta, tuttavia, di un risultato maturato negli anni, grazie alla recuperata credibilità dell’ospedale ottenuta valorizzando i professionisti presenti e attraendone di nuovi, acquisendo nuove tecnologie, riorganizzando spazi e percorsi. Essere riusciti a rendere nuovamente attrattivo il Cardarelli per i giovani professionisti significa garantire interessanti prospettive al nostro ospedale, alla sanità del territorio regionale”.
Nel corso dell’ultimo anno l’ospedale Cardarelli ha registrato, tra l’altro, un forte aumento dell’attività chirurgica robotica in ambito ginecologico: nei primi 8 mesi del 2026 sono stati circa 80, contro una media degli anni scorsi di circa 25 interventi.

In foto: l’aula con i candidati al Salone Moriello e la commissione d’esame del concorso di due posti di dirigente medico specializzato in ginecologia ed ostetricia:
Presidente Pasquale Gallo, direttore della Unità operativa complessa di Ginecologia ed Ostetricia del Cardarelli
Componente Mario Ardovino, direttore della Ginecologia dell’Aorn “Moscati” di Avellino
Componente Giuseppe Albano, direttore della Ginecologia dell’Asl Napoli 3 Sud
Segretario, Pasquale Perfetto, collaboratore amministrativo del Cardarelli.

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Gragnano: Continuano i controlli anti droga. Carabinieri trovano 600 grammi di marijuana

Gragnano: Continuano i controlli anti droga. Carabinieri trovano 600 grammi di marijuana

A Gragnano continuano i controlli anti droga da parte dei carabinieri della locale stazione. Dopo neanche 24 ore dall’ultimo arresto i militari dell’Arma hanno rinvenuto altro stupefacente.
I carabinieri hanno setacciato le palazzine IACP del parco Sofia di via Quarantola e hanno trovato 3 buste termosaldate con all’interno marijuana per un peso complessivo di 660 grammi. La droga era nascosta nelle aree condominiali.

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Caivano: Seguito fino a San Tammaro (Ce). Carabinieri arrestano pusher incensurato

Caivano: Seguito fino a San Tammaro (Ce). Carabinieri arrestano pusher incensurato

Lo hanno notato a Caivano e lo hanno seguito fino alla sua abitazione di San Tammaro. I carabinieri della sezione operativa della compagnia di Caivano hanno arrestato per droga un 28enne incensurato.
I militari erano impegnati nei controlli antidroga a Caivano quando hanno notato il 28enne. Lo hanno seguito per poi perquisirlo.
L’uomo è stato trovato in possesso di 22 dosi di cocaina e di altri 100 grammi della stessa sostanza per un peso complessivo di 121 grammi.
Sequestrate anche alcune dosi di crack, hashish e marijuana. L’arrestato è stato trasferito in carcere in attesa di giudizio

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Napoli: i carabinieri setacciano le zone dei quartieri spagnoli, del centro storico e nel cavone. Trovata una pistola e droga

Napoli: i carabinieri setacciano le zone dei quartieri spagnoli, del centro storico e nel cavone. Trovata una pistola e droga

Il centro storico, i quartieri spagnoli e la zona del Cavone al centro dei controlli dei carabinieri della compagnia Napoli centro che hanno effettuato controlli a tappeto nelle zone più sensibili. Diverse le perquisizioni domiciliari e nelle aree comuni. Passati a setaccio anche cassette della posta e cabine elettriche.
Durante le operazioni i militari del nucleo operativo hanno trovato una pistola Beretta con caricatore inserito e 415 grammi di hashish suddivisi in 14 involucri pronti per la vendita al dettaglio.
L’arma e la droga erano state nascoste in più anfratti nella corte interna di un palazzo a via Francesco Saverio Correra tra contatori, scoli dell’acqua e in una grondaia.
L’arma sarà sottoposta ad accertamenti balistici per verificare il suo eventuale utilizzo in fatti di sangue o altri delitti.

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