NÉ DESTRA NÉ SINISTRA: L’AMARO RISVEGLIO DI UN’ITALIA SENZA RISPOSTE
L’Italia si sveglia divisa e paralizzata, spaccata da due proteste opposte ma con la stessa matrice. Al Sud, i tir sbarrano le arterie viarie; al Nord, i cortei giovanili sventrano le piazze e finiscono sistematicamente nello scontro e nella violenza.
Due volti di una stessa rabbia, che raccontano un Paese dimenticato. Nel Mezzogiorno, la protesta dei trasportatori è la disperazione concreta di chi lavora in perdita, schiacciato dai costi del carburante che azzerano ogni margine. Bloccare le autostrade diventa così l’unico modo per farsi ascoltare, con un effetto domino immediato: la logistica si ferma e gli scaffali dei supermercati restano vuoti.
Al Nord, invece, la frustrazione giovanile prende una piega ben più pericolosa. Precarietà, affitti proibitivi e un futuro negato spingono una generazione all’esasperazione. Ma qui il malessere non si limita allo sciopero: sfocia sempre più spesso in scontri di piazza, guerriglia urbana e violenza. Se al Sud la protesta ha una motivazione economica e di sopravvivenza, al Nord la mancanza di prospettive fa esplodere una rabbia distruttiva che prevale su ogni rivendicazione. Condannare la violenza è doveroso, ma ignorarne le cause significa far finta che il problema non esista.
In mezzo a questa spaccatura, cosa fa la politica? Insegue le emergenze. Da destra a sinistra si ripete il solito copione: accuse reciproche, condanne di facciata, provvedimenti tampone e tavoli d’urgenza. Poi, spenti i fumogeni, tutto torna come prima. Manca qualsiasi visione strategica su costo della vita, lavoro e giovani. Governare non significa gestire i danni a rabbia esplosa, ma rimuovere le cause che la alimentano.
Il risultato è un baratro tra il Paese reale e chi lo governa. Quando i cittadini smettono di credere che le istituzioni possano offrire soluzioni concrete, la protesta diventa disillusione e la sfiducia devasta la democrazia.
Il problema dell’Italia oggi non è scegliere tra destra e sinistra, ma capire se esista ancora una politica capace di ascoltare. Perché quando un popolo smette di pretendere risposte, non è una fazione ad aver perso: è la democrazia ad aver fallito.
Giorgio Mellucci
Continua a leggere