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Zenita, si irrigidisce la vertenza: confermati i trasferimenti, sindacati in sciopero.

A Napoli chiesto l’intervento del Prefetto NAPOLI –

La vertenza Zenita Group entra in una fase di forte tensione. L’azienda ha confermato il piano di riorganizzazione che prevede il trasferimento di circa 135 dipendenti da diverse sedi italiane, respingendo le richieste delle organizzazioni sindacali di individuare soluzioni alternative.

La decisione ha portato Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm a proclamare quattro ore di sciopero nazionale per il 29 luglio, con iniziative di protesta in tutti i siti interessati.

L’esito dell’ultimo confronto tra azienda e rappresentanze dei lavoratori ha segnato una netta distanza tra le parti. Secondo la Direzione, il piano industriale punta a concentrare attività e competenze nei poli di Milano, Roma e Salerno, con l’obiettivo dichiarato di sostenere la crescita del Gruppo.

Una scelta che comporta però il trasferimento del personale oggi impiegato nelle sedi di Firenze, Modena, Napoli, Padova, Palermo e Torino.

Per i sindacati, il piano rischia invece di produrre pesanti conseguenze sociali. La preoccupazione riguarda non solo l’impatto sulle lavoratrici e sui lavoratori coinvolti, ma anche le ricadute sulle famiglie e sui territori che perderebbero professionalità e occupazione qualificata.

Le organizzazioni sindacali contestano inoltre l’avvio della procedura di trasferimento collettivo nel pieno del periodo estivo, ritenendo che ciò riduca gli spazi per un confronto effettivo.

Tra le situazioni più delicate emerge quella della sede di Napoli. Qui la mobilitazione è iniziata già nelle scorse settimane, quando l’azienda aveva illustrato un piano che prevedeva il ridimensionamento del presidio cittadino e il trasferimento delle attività verso altre sedi.

Da allora si sono susseguiti incontri istituzionali e iniziative sindacali senza che si arrivasse a una soluzione condivisa.

In vista dello sciopero nazionale, Fim-Cisl e Fiom-Cgil di Napoli hanno chiesto al Prefetto Michele Di Bari di ricevere una delegazione dei lavoratori durante il presidio previsto davanti alla Prefettura.

L’obiettivo è portare all’attenzione delle istituzioni una vertenza che, secondo i sindacati, supera i confini aziendali e investe il tema della politica industriale e della tutela dell’occupazione nel Mezzogiorno.

Nella richiesta inviata alla Prefettura viene richiamato anche il tema degli investimenti pubblici. Zenita Group, nata dal cambio di denominazione di Maticmind S.p.A., vede infatti la partecipazione di CDP Equity nel proprio capitale sociale ed è coinvolta in progetti di ricerca e sviluppo finanziati con risorse pubbliche e realizzati in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Per le organizzazioni sindacali è quindi necessario verificare la compatibilità delle scelte industriali con gli impegni assunti nell’ambito di tali programmi e con gli obiettivi di sviluppo del territorio.

La giornata del 29 luglio rappresenterà un banco di prova per l’intera vertenza. Oltre allo sciopero di quattro ore proclamato a livello nazionale, sono previsti presìdi davanti alle sedi aziendali e, a Napoli, davanti alla Prefettura.

I sindacati chiedono l’apertura di un confronto che possa rimettere in discussione il piano dei trasferimenti e individuare soluzioni capaci di salvaguardare occupazione e competenze.

Al momento, tuttavia, le posizioni restano distanti. L’azienda conferma la propria strategia di riorganizzazione, mentre i rappresentanti dei lavoratori annunciano che la mobilitazione proseguirà fino a quando non saranno individuate alternative ai trasferimenti collettivi.

Stefano Canciello

Conferma i trasferimenti collettivi
Richiesta incontro in Prefettura