Pubblicità

Zenita Group, lavoratori in presidio davanti alla Regione: resta il nodo della sede di Napoli

NAPOLI – Striscioni, bandiere e la richiesta di garanzie sul proprio futuro occupazionale. I dipendenti di Zenita Group hanno manifestato questa mattina davanti agli uffici della Giunta regionale della Campania, al Centro Direzionale, mentre all’interno dell’Assessorato al Lavoro era in corso il confronto tra Regione, rappresentanti sindacali, Rsu e azienda sulla riorganizzazione annunciata dal gruppo. L’incontro, richiesto dalle organizzazioni dei lavoratori, non ha prodotto una svolta. Le posizioni restano distanti, ma dalla Regione è arrivato l’impegno a chiedere un coinvolgimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’assessore regionale al Lavoro, Angelica Saggese, ha infatti annunciato l’intenzione di sollecitare la convocazione di un tavolo nazionale, ritenendo che la vertenza non riguardi soltanto la Campania ma abbia una portata più ampia. Alla società è stato chiesto di illustrare nel dettaglio il piano industriale, così da chiarire le prospettive del gruppo e gli effetti della riorganizzazione sui lavoratori. L’obiettivo della Regione è verificare se esistano margini per evitare l’apertura di una crisi e trasformare, invece, il progetto dell’azienda in un’opportunità di crescita e investimenti sul territorio. Sul fronte sindacale, però, prevale la preoccupazione. La Fiom Cgil di Napoli ritiene che la procedura di trasferimento collettivo annunciata dall’azienda possa tradursi, nei fatti, in una riduzione del personale. Secondo Adele De Cocco, spostare le attività dalla sede di Napoli costringerebbe molti dipendenti a scegliere tra lunghi spostamenti quotidiani e la rinuncia al posto di lavoro. Il sindacato richiama inoltre gli impegni che Zenita Group avrebbe assunto in relazione a un progetto di ricerca e sviluppo sostenuto con finanziamenti pubblici. Per la Fiom, tali risorse comporterebbero l’obbligo di mantenere l’unità produttiva napoletana anche negli anni successivi alla conclusione del progetto, motivo per cui viene chiesto alla Regione di vigilare sul rispetto di tali vincoli. Anche la Fim Cisl esprime contrarietà alla chiusura della sede partenopea. Per il segretario provinciale Andrea Tornincasa, non si giustifica una scelta di questo tipo per un’impresa che continua a lavorare, acquisire commesse e registrare risultati economici positivi. Diversa la lettura fornita dall’azienda. In una nota diffusa al termine del confronto, Zenita Group ribadisce che la presenza in Campania è destinata a rafforzarsi e che la scelta di concentrare le attività a Salerno risponde esclusivamente a esigenze organizzative e strategiche. L’azienda precisa inoltre che Napoli continuerà a ospitare un presidio operativo e che il nuovo assetto punta a fare della Campania il principale hub del gruppo nel Mezzogiorno. Zenita evidenzia anche le misure adottate per il personale coinvolto nella riorganizzazione, tra cui una settimana lavorativa articolata su quattro giorni e un ricorso allo smart working fino al 50%, sostenendo che il progetto mira a consolidare, e non a ridurre, l’occupazione nella regione. La società conferma infine la disponibilità a proseguire il dialogo con le organizzazioni sindacali. Un’apertura che, almeno per il momento, non è bastata a sciogliere le tensioni. La vertenza resta aperta e potrebbe presto approdare sul tavolo del Ministero, dove si cercherà di individuare una soluzione condivisa per il futuro dei lavoratori e dello stabilimento campano.

Stefano Canciello