USB UNIONE SINDACALE DI BASE DAL BLOCCO DEI TRASPORTI AL BLOCCO DEI DIRITTI: MENTRE IL PAESE LOTTA CONTRO IL CAROVITA, LE AZIENDE SCARICANO IL PREZZO SUI LAVORATORI!
USB Caserta: basta speculare sulle difficoltà del Paese. La crisi non può diventare l’ennesimo pretesto per colpire chi vive del proprio lavoro. Meno armi, più diritti: no alla guerra!
Il blocco degli autotrasportatori, nato dalle crescenti difficoltà di un settore schiacciato dall’aumento dei costi e dalle rivendicazioni di chi non riesce più a sostenere il peso di una crisi sempre più profonda, sta producendo ripercussioni a catena sull’intero sistema economico: dalla grande distribuzione ai centri di smistamento logistico, dalle grandi aziende fino ai piccoli e medi esercizi commerciali.
Ma mentre il Paese arranca, le famiglie fanno i conti con il carovita e lavoratrici e lavoratori vedono erodersi giorno dopo giorno il proprio potere d’acquisto, c’è chi pensa bene di trasformare le difficoltà generali in un’ulteriore occasione per scaricare i costi della crisi sulle spalle dei lavoratori.
È quanto sta accadendo in diverse realtà produttive e commerciali, dove, con la motivazione della carenza di materie prime e delle difficoltà negli approvvigionamenti, alcune aziende stanno ricorrendo alla collocazione forzata dei dipendenti in ferie.
Una beffa nella beffa!
Il cittadino che protesta contro il carovita, il lavoratore che chiede salari dignitosi, chi ogni giorno lotta per arrivare alla fine del mese si ritrova così a pagare due volte: prima attraverso l’aumento dei prezzi e la perdita del potere d’acquisto, poi attraverso decisioni aziendali che rischiano di scaricare sui dipendenti le conseguenze di una crisi che non hanno provocato.
Le difficoltà negli approvvigionamenti non possono diventare un lasciapassare per comprimere i diritti, imporre ferie e trasferire sui lavoratori il costo delle interruzioni produttive.
USB Caserta denuncia con forza una logica che considera il lavoro una variabile da sacrificare ogni volta che il sistema entra in difficoltà. Non è accettabile che, di fronte a una situazione economica e sociale sempre più pesante, a pagare siano sempre gli stessi: lavoratrici e lavoratori, pensionati, precari e famiglie già provate da anni di salari insufficienti, rincari e insicurezza economica.
Le rivendicazioni degli autotrasportatori devono essere affrontate, così come devono essere affrontate le cause strutturali del caroenergia, dell’aumento dei costi e della progressiva perdita del potere d’acquisto. Ma non possiamo consentire che le conseguenze di questa situazione diventino un problema esclusivamente individuale per chi lavora, mentre le imprese pretendono di tutelare i propri equilibri economici facendo ricorso alle ferie forzate e ad altre misure che rischiano di penalizzare ulteriormente i dipendenti.
La crisi non può essere gestita attraverso una guerra tra poveri. Non si possono contrapporre autotrasportatori, lavoratori della logistica, dipendenti della grande distribuzione e cittadini consumatori. Sono tutti anelli di una stessa catena, troppo spesso costretti a subire decisioni economiche sulle quali non hanno alcun controllo.
E mentre ai lavoratori si chiedono sacrifici, si comprimono i diritti e si mettono a rischio salari e occupazione, si continuano a destinare risorse enormi al riarmo e alla macchina bellica.
Per USB Caserta è inaccettabile che, mentre milioni di persone faticano ad arrivare alla fine del mese, si investano risorse nella corsa agli armamenti anziché rafforzare la sanità pubblica, la scuola, i servizi sociali, il sostegno alle famiglie e le politiche per il lavoro.
Le risorse pubbliche devono essere impiegate per migliorare le condizioni di vita delle persone, non per alimentare conflitti e preparare nuove guerre. Non possiamo accettare che ai lavoratori venga chiesto di stringere la cinghia mentre si moltiplicano le spese militari. Meno armi, più salari. Meno guerra, più diritti.
La lotta contro il carovita, la difesa dell’occupazione e la rivendicazione di salari dignitosi sono inseparabili dalla battaglia contro il riarmo e contro la guerra. Perché a pagare il prezzo delle crisi economiche e dei conflitti sono sempre le classi popolari, mentre i bisogni reali delle persone vengono relegati in secondo piano.
È necessario rompere questo meccanismo, rivendicare salari adeguati, difendere l’occupazione e impedire che i diritti conquistati vengano sacrificati sull’altare del profitto e delle politiche di guerra.
Per USB Caserta è il momento di rafforzare la mobilitazione, costruire solidarietà tra i diversi settori del lavoro e trasformare il malcontento sociale in una lotta collettiva, capace di mettere al centro i bisogni reali delle persone.
Per questo rilanciamo le iniziative di lotta e invitiamo lavoratrici, lavoratori e cittadini a partecipare allo SCIOPERO GENERALE INDETTO DA USB IL 30 OTTOBRE A NAPOLI.
📍 Appuntamento alle ore 9:00 in Piazza Mancini, Napoli.
Perché non possiamo continuare a pagare sempre noi il prezzo di una crisi permanente. Perché il carovita non si combatte con la rassegnazione, i diritti non si difendono restando isolati e nessun lavoratore deve essere lasciato solo di fronte alle scelte aziendali.
CONTRO IL CAROVITA, CONTRO LO SCARICABARILE SUI LAVORATORI, CONTRO IL RIARMO E CONTRO LA GUERRA!
PER IL SALARIO, L’OCCUPAZIONE, I DIRITTI E LA PACE!
USB CASERTA ORGANIZZARSI, LOTTARE, NON PAGARE LA CRISI!

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