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ROCK INCLUSIVO a “CAIVANO, TUTTA UN’ALTRA MUSICA”: LA CULTURA CONTINUA A RISCRIVERE IL FUTURO DEL TERRITORIO
9 novembre doppio concerto dei LADRI DI CARROZZELLE
Un evento particolamente emozionante poiché nel gruppo fa parte il sassofonista caivanese Vito Daniele Piazza


Prosegue con rinnovato slancio “Caivano, tutta un’altra musica“, il progetto promosso e finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del piano di rilancio e rigenerazione socio-culturale previsto dal Decreto Caivano, ideato e curato dalla Fondazione Il Canto di Virgilio con la direzione artistica di Gennaro Cappabianca e Carlo Faiello.
La rassegna è al secondo mese di programmazione che conferma la vocazione del progetto: fare di Caivano un luogo di incontro, partecipazione e cultura condivisa, dove la musica diventa strumento di emancipazione e crescita umana.

Doppio spettacolo lunedì 9 novembre, ore 11:00 per gli alunni e alunne e alunne e alle 16:00 aperto al pubblico, arrivano all’Istituto Comprensivo S.M. Milani i Ladri di Carrozzelle in Scuolatour. La tappa di Caivano, della rock band inclusiva formata da artisti con disabilità, è arricchita dall’ emozionante intervento sul palco del giovanissimo sassofonista caivanese Vito Daniele Piazza, simbolo di talento e superamento di ogni barriera.
Il loro è uno spettacolo che unisce musica rock, racconti e immagini per promuovere i valori dell’inclusione, della solidarietà e delle pari opportunità. La band è nata nel 1989 e attiva da 36 anni, come laboratorio della Cooperativa Arcobaleno di Frascati, trasforma la musica in uno strumento di espressione professionale e di abbattimento dei pregiudizi.

La rassegna proseguirà fino al 26 febbraio 2027 tra pratiche musicali giovanili, presidi culturali e formazione, ramificandosi capillarmente sull’intero territorio comunale di Caivano: edifici e spazi monumentali, luoghi di culto e comunità, istituzioni scolastiche e teatri, con distribuzione gratuita di strumenti musicali. Il progetto, realizzato con il contributo della Regione Campania, si avvale della partnership strategica e del contributo didattico-artistico di prestigiose istituzioni musicali: Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli con l’Accademia di Canto Lirico e i Solisti, Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli e gli Istituti Comprensivi di Caivano (Cilea-Mameli, De Gasperi, 3 Parco Verde, S.M. Milani). In un contesto spesso al centro delle cronache per situazioni di vulnerabilità, “Caivano, tutta un’altra musica” rappresenta un modello di intervento pubblico-privato di valenza nazionale: un’azione strutturale della cultura che, superando la narrazione dell’emergenza, offre ai giovani strumenti reali di emancipazione e riscatto. Tutte le iniziative sono ad accesso gratuito.

Gli eventi si svolgeranno per tutto il mese di novembre per proseguire a Dicembre, Gennaio e Febbraio 2027.

Il cuore pulsante del progetto si articola nei suoi pilastri:

L’OFFICINA DEL SOLE (Laboratori di musica, legalità e futuro): iniziato ad ottobre il laboratorio terminerà il 22 dicembre con un grande concerto.
Diretta dal M° Luigi Piazza, l’iniziativa promuove percorsi gratuiti di formazione orchestrale e corale all’interno delle scuole e dei luoghi di aggregazione di Caivano. Gli studenti coinvolti ricevono in dotazione gli strumenti musicali e partecipano alla creazione della prima Orchestra Giovanile del Territorio e del Piccolo Coro di Caivano, dimostrando come la disciplina musicale condivisa possa farsi antidoto alla dispersione scolastica e al degrado sociale.

“COME SUONA IL CAOS”: QUANDO IL RICICLO E IL RITMO RACCONTANO LA TERRA DEI FUOCHI dal 17 al 19 Novembre presso IC Cilea-Mameli (Via Caputo 1, Caivano).
Elemento centrale e dirompente del programma è il laboratorio “Come suona il caos”, un percorso formativo e creativo ideato per accendere i riflettori sulle ferite e sulle speranze della Terra dei Fuochi. Mediante un approccio didattico innovativo e partecipativo, i giovani partecipanti vengono guidati nell’esplorazione dell’eco-acustica e del riuso creativo: i rumori dell’abbandono, le dissonanze del degrado urbano e l’inquinamento acustico e ambientale del territorio vengono decodificati, rielaborati e trasformati in composizioni musicali, ritmi e canto. Attraverso workshop dedicati alla costruzione di strumenti musicali a percussione ottenuti dal riciclo di materiali di scarto, il laboratorio lancia un doppio, forte messaggio:
Rinascita ecologica: dimostrare che ciò che è stato scartato, degradato o abbandonato può ritrovare nuova vita e bellezza, facendosi simbolo di una terra che rifiuta la logica dei roghi e dello sversamento abusivo per riappropriarsi del proprio futuro.
Democratizzazione dell’arte: Mostrare come la creatività e l’ingegno possano superare le barriere economiche, permettendo a chiunque di fare musica e di trovare la propria voce.