“Politica è partecipazione, l’incontro organizzato da Liberiamo Fratta”

Ieri, 24 Novembre, il Giardino degli Aranci a Frattamaggiore ha ospitato un incontro organizzato dal movimento Liberiamo Fratta che ha visto come ospiti e relatori le due consigliere comunali del movimento, Angelica Argentiere e Carla Ambrico, il presidente e garante Luigi Costanzo e il padre gesuita e sociologo Gianni Notari. Moderatore dell’incontro il giornalista e consigliere comunale di Afragola Antonio Iazzetta.
Il primo ad intervenire è stato Luigi Costanzo, già candidato sindaco alle elezioni amministrative del 2020, con il movimento Liberiamo Fratta.
Costanzo ha sottolineato l’importanza e il significato di politica partecipativa,di una politica fondata sul confronto, sulla dialettica costante e trasparente tra cittadino e amministrazione.
Politica di cui si fa espressione il suo movimento.
“Noi proponiamo un metodo attraverso cui il cittadino può riappassionarsi della città” afferma, “è necessario che ci si faccia contaminare dalle esperienze dal basso, coinvolgere i cittadini, realizzare progetti coinvolgendo quartieri, rendere la cittadinanza protagonista”.
Ha spiegato e ribadito le motivazioni delle sue dimissioni da consigliere comunale, motivazioni legate al rispetto del suo ruolo istituzionale e dei suoi elettori. Luigi Costanzo è un medico di famiglia, e la sua elezione a consigliere si è inserita nel periodo più difficile dell’emergenza pandemica, le scelte amministrative di quel periodo (come il PUC) richiedevano tempo, studio, analisi, a cui lui non avrebbe potuto dedicare se stesso quanto si necessitasse.
E ha potuto fare questa scelta perché, sottolinea Costanzo, “Io non sono un IO, io siamo un NOI, non esisto come singolo, io sono portavoce di un progetto, che è quello di Liberiamo Fratta, dei cui valori, delle cui idee, tutti siamo espressione”.
In una realtà in cui membri istituzionali indagati continuano imperterriti a ricoprire il loro ruolo, possiamo considerare, paradossalmente, le dimissioni come una scelta di profondo rispetto e dignità istituzionale.
Costanzo continua rispondendo all’appellativo di “inesperti” con cui spesso sono stati definiti i membri del suo movimento: “ Ci chiamano inesperti, ma non parlano di un’inesperienza tecnica,quella è acquisibile in poco tempo, ma di un’inesperienza traducibile in “ingenuità politica”, le principali decisioni si prendono in luoghi diversi da quelli istituzionali” e, riprende, “ su questo vogliamo essere inesperti perché i luoghi del confronti sono quelli comunali, consiliari, trasparenti”.

La seconda a prendere parola è stata la consigliera comunale di opposizione Carla Ambrico che ha affermato, ancora una volta, la fondamentale importanza della trasparenza, di una metodologia partecipativa fatta di ascolto, confronto e condivisione. Una “Trasparenza”, sostiene Ambrico, “non intesa come mero obbligo di “pubblicazione” di un atto amministrativo ma come processo che punti a rendere chiari i meccanismi e i percorsi che sottendono a quelle che sono le scelte dell’amministrazione” .

A seguire,è intervenuta la consigliera Angelica Argentiere, lamentando il degrado del ruolo della stampa locale, di come sia diventato ad oggi mero strumento di politica e gossip piuttosto che di confronto di idee e posizioni tra maggioranza e minoranza.
E rispondendo a chi, ad oggi, continua a dubitare dell’esistenza di un’opposizione, afferma che l’opposizione esiste ed è dimostrato da atti, interrogazioni, scritture ad enti sovra comunali, che troppo spesso rimangono inascoltate, ignorate, lamentando lo svilimento da parte della politica dei ruoli istituzionali.
E riprende, “Noi di Liberiamo Fratta siamo la vera opposizione, l’opposizione qui a Frattamaggiore negli anni ha sempre rappresentato una branca della maggioranza, la minoranza ha sempre detto ciò che la maggioranza non poteva dire, argomenti usati come arma di ricatto”.
Come ultimo tema, è stato analizzato il metodo di gestione dei beni comuni e di come sia necessario che non diventino strumento di arricchimento del gestore privato, ma che siano, nel rispetto delle convenzioni di cessione, gestiti nell’interesse dell’intera cittadinanza.

Come ultimo intervento, ha preso parola Padre Gianni Notari, padre gesuita e sociologo.
“Una società di banditi” Così Notari ha evidenziato il fenomeno dilagante nella nostra realtà civica.
Fenomeno figlio della legge della delega, dell’indifferenza alla politica, alla realtà sociale, al bene della propria città.
I “banditi”, come li definisce Gianni Notari, nel senso letterale del termine, sono gli esclusi dalla politica , dal modo di governare, dalla possibilità di prendere decisioni. E in un forte monito rivolto alla cittadinanza ha continuato “Non permettete per nessun motivo di essere considerati banditi da un sistema che nega l’opportunità di una partecipazione responsabile e attiva ai processi decisionali, si rischia poi di entrare in un circuito perverso in cui saremo come cittadini sempre più isolati e messi da parte da un potere che già non ci vuole protagonisti. Bisogna ritrovare quella strada che ci da energie vitali per non essere più sudditi.”.

Simona Costanzo

I Giovani del Movimento

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