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Pascale sotto pressione: GIUSEPPE ALVITI (FNL ITALIA)liste d’attesa ferme, fondi per lo straordinario esauriti e malati oncologici traditi

Il Pascale di Napoli è al centro di una forte mobilitazione del personale del comparto sanitario e della ricerca: i sindacati di Uil Fp Napoli e Campania, Cgil Fp e Nursing Up con Fnl Italia denunciano una gestione che non permette di affrontare adeguatamente le criticità quotidiane, tra liste d’attesa bloccate, fondi per gli straordinari ormai esauriti e la mancata applicazione dei contratti.

Al centro della vertenza emergono tre nodi principali: la mancanza di un atto aziendale e di una contrattazione integrativa aziendale, la insufficiente programmazione delle attività di ricerca e una riserva di risorse che non basta a coprire le esigenze operative. Secondo i sindacati, la somma di queste incertezze continua a gravare sul lavoro quotidiano del personale, costretto a garantire assistenza e cure nonostante risorse e strumenti contrattuali non siano adeguatamente definiti.
La cornice civica della protesta si è allargata alle sedi istituzionali: in Prefettura i rappresentanti dei lavoratori hanno incontrato il viceprefetto per esporre le criticità che interessano l’organizzazione dei servizi e delle attività di ricerca dell’Irccs partenopeo. Durante l’incontro è stato chiesto l’apertura immediata di un tavolo negoziale prioritario, ma i sindacati denunciano di non aver ricevuto risposte concrete dall’amministrazione. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania,la vicenda è stata anche oggetto di attenzione in Prefettura, dove è emersa l’urgenza di un impegno chiaro da parte della direzione dell’istituto.

Gli interventi delle organizzazioni sindacali hanno evidenziato una criticità strutturale che va oltre l’emergenza: le liste d’attesa, in particolare per servizi oncologici e di ricerca, restano un ostacolo evidente alla qualità dell’assistenza. A ciò si sommano i vincoli di bilancio e i tetti di spesa che limitano la gestione ordinaria e la possibilità di programmare adeguatamente le attività. Le carenze organizzative, insistono, finiscono per gravare sul personale che, pur restando al fianco dei pazienti, si trova a fronteggiare una domanda di cura crescente con risorse non all’altezza.

Sul piano della ricerca scientifica, i rappresentanti chiedono una programmazione più trasparente delle attività e una valorizzazione effettiva delle professionalità coinvolte. La logica del “sacrificio” non può essere la norma: la qualità dell’offerta sanitaria e della ricerca dipende dall’equilibrio tra risorse, contratti e strumenti di pianificazione. In questa cornice, la richiesta di convocazione immediata del tavolo negoziale non è solo una rivendicazione sindacale, ma una richiesta di garanzia per i pazienti e per il futuro della ricerca oncologica all’interno di un centro di eccellenza internazionale.