Pubblicità

Oltre il tempo e i vicoli: Cosentini Cilento riaccende l’anima ancestrale del Carnuluvaro mio

Ci sono luoghi dove il tempo non si misura
con le ore, ma con l’eco dei canti e il battito dei tamburelli. Cosentini, antico e prezioso casale legato alla storia dell’ex Comune di Ortodonico e oggi orgoglio del territorio di Montecorice, non è semplicemente un borgo incastonato nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: è una cassa di risonanza viva di memorie, riti e identità popolari che rifiutano di spegnersi.
L’Associazione Euphòria rompe il silenzio del passato e presenta l’ampliamento del museo all’aperto “Maschkari e suoni pe sta via”, trasformando i vicoli e le storiche mura in pietra in una galleria d’arte permanente, interattiva e accessibile a tutti, dedicata al fascino immortale del Carnuluvaro mio.
Per la comunità di Cosentini e dei casali dell’antico territorio di Ortodonico, il Carnevale non è mai stato una semplice sfilata di maschere né uno spettacolo da osservare passivamente. È sempre stato un rito catartico e teatrale itinerante, una sorta di liturgia laica nata per propiziare il risveglio della terra e celebrare la forza dell’unione collettiva.
La “Bella Compagnia” e la marcia dei suoni invadevano le strade senza transenne né palchi, entrando direttamente nelle case e nei cortili. Dai più anziani ai bambini, chiunque si unisse al corteo diventava protagonista, accompagnato dai ritmi degli organetti, dei tamburelli, delle scetavaiasce, dei triccheballacche e delle nacchere.
Spazio poi alla Ballata di Zeza, espressione della forza irresistibile del teatro popolare cilentano, con radici nella tradizione della commedia dell’arte. Tra risate e canti a distesa, le schermaglie tra Pulcinella, Zeza e Vicenzella mettevano in scena il temporaneo ribaltamento delle regole della quotidianità.
L’illusione della festa giungeva infine al suo apice con la figura grottesca del Sarto, intento a misurare le sventure del paese, fino al rogo purificatore del pupazzo di Carnuluvaro, accompagnato da una disperata e insieme comica Lamentazione, prima del silenzio della Quaresima.
L’opera di ampliamento voluta dall’Associazione Euphòria rende questa immensa eredità etno-antropologica fruibile 365 giorni all’anno, offrendo un’esperienza capace di unire la tradizione artigianale alle nuove tecnologie digitali.
Passeggiare per il borgo significa entrare dentro un libro aperto, dove splendide tessere di ceramica e maiolica, dipinte a mano, raffigurano le tappe salienti del rito, i personaggi allegorici e i versi più suggestivi delle ballate storiche.
Inoltre, grazie agli innovativi QR code integrati nelle targhe del percorso, chiunque può far “parlare” le pietre: con un semplice tocco sullo smartphone, visitatori e residenti possono ascoltare sul posto le registrazioni storiche dei canti d’epoca, le voci degli antichi cantori e le note degli strumenti della tradizione.
L’appuntamento per l’inaugurazione è fissato per sabato 26 settembre, alle ore 18:00, a Cosentini.
Un invito aperto a tutto il Cilento per attraversare i vicoli, ascoltare la memoria, inquadrare la storia con il proprio smartphone e tornare, insieme, a cantare con la “Bella Compagnia”.

Giorgio Mellucci