Grumo Nevano, torna la Festa di San Tammaro: il Santo incontra la comunità tra due grandi novità

A Grumo Nevano settembre porta con sé una tradizione che si rinnova ogni anno e che continua a coinvolgere l’intera comunità. È la Festa di San Tammaro, Patrono della città, che si celebra tradizionalmente la prima domenica di settembre, ma i cui festeggiamenti prendono il via ufficialmente il primo giovedì del mese, dando inizio a dieci giorni di appuntamenti che accompagneranno la città fino al 13 settembre.
Quest’anno, però, la festa assume un significato ancora più particolare. Il programma, infatti, porta con sé due importanti novità, entrambe legate al rapporto tra San Tammaro e la sua comunità.
La prima riguarda proprio la presenza del Santo nella Basilica.
Per tradizione, il corpo Argenteo di San Tammaro veniva custodito altrove durante l’anno e, in occasione della festa, veniva portato in Basilica. Una scelta legata anche alla necessità di proteggere un bene prezioso e particolarmente caro alla comunità.
Dopo la festa dello scorso anno, all’interno della Basilica è stata realizzata una cappella dedicata a San Tammaro, destinata a custodire il busto argenteo durante l’anno. Una cappella raccolta e protetta, non visibile ai fedeli nella quotidianità.
Domani 3 settembre accadrà dunque qualcosa di inedito: per la prima volta la cappella verrà aperta alla comunità e il busto argenteo di San Tammaro uscirà direttamente dalla Basilica davanti ai fedeli.
Un momento dal forte valore simbolico: il Santo, custodito nella sua casa, sarà il protagonista dell’apertura della festa e tornerà a incontrare il suo popolo.

La seconda grande novità è la Peregrinatio di San Tammaro, fortemente voluta da don Carmine Spada, parroco della Basilica. Per la prima volta il Santo si metterà in cammino verso le famiglie, raggiungendo le case e portando la sua presenza nel cuore della comunità. Non si tratta semplicemente di una processione diversa dal solito. La Peregrinatio nasce con un significato preciso: permettere alle famiglie di sentirsi ancora più vicine a San Tammaro, affidargli le proprie vite, pregare, chiedere la sua intercessione e condividere con lui gioie, difficoltà e speranze.
È l’immagine di una Chiesa in cammino con il popolo, di una comunità che non aspetta soltanto che le persone arrivino in Basilica, ma sceglie di andare loro incontro. Ed è proprio il rapporto tra la Basilica e la comunità uno degli elementi che rende la Festa di San Tammaro qualcosa di più di una semplice festa di paese.
Grumo Nevano è cambiata nel corso degli anni. Quella che un tempo era una città ricca di occasioni di aggregazione oggi offre molto poco, meno spazi e meno momenti capaci di riunire l’intera comunità.
In questo scenario, la parrocchia continua a rappresentare un importante punto di riferimento, non soltanto spirituale, ma anche umano e sociale.
La Basilica di San Tammaro è infatti uno dei luoghi intorno ai quali si concentra gran parte della vita comunitaria. Durante l’anno sono numerose le occasioni di incontro e di partecipazione, e la festa patronale rappresenta certamente uno dei momenti più importanti.
Per dieci giorni la città torna a incontrarsi intorno al Santo. Ci sono persone che durante l’anno non si vedono e che proprio in questi giorni tornano a incontrarsi. Ci sono famiglie che rispettano una tradizione tramandata da generazioni e ci sono tanti grumesi che vivono fuori città e che scelgono di tornare proprio in occasione della festa. Per molti, dunque, non è soltanto una ricorrenza religiosa. È anche tornare a casa, ritrovare persone, rivivere ricordi e riconoscersi nella propria comunità.
Il programma di quest’anno accompagnerà questi dieci giorni con celebrazioni religiose, momenti di preghiera, musica, spettacoli, iniziative gastronomiche e occasioni di incontro.
Accanto alla Peregrinatio e alle Celebrazioni dedicate al Santo ci saranno le sagre, gli appuntamenti musicali, le serate curate dai ragazzi dell’Azione Cattolica, le iniziative in piazza e il concerto di Gianni Fiorellino a via Meucci.
Domani 3 settembre, giornata di apertura, dopo l’accoglienza di San Tammaro e la Santa Messa presieduta da don Carmine Spada, il Santo uscirà dalla Basilica per la processione.
Al rientro è previsto il tradizionale incendio al campanile, curato dalla ditta Di Matteo Fireworks S.r.l., uno degli appuntamenti più attesi dell’intera festa.
Lo spettacolo pirotecnico rappresenta infatti una tradizione che va ben oltre i confini cittadini. Ogni anno richiama persone provenienti anche dai comuni vicini e da diverse parti del territorio, trasformando la serata in un grande momento di partecipazione popolare
La dimensione comunitaria della parrocchia, però, non si esaurisce nei giorni della festa patronale. Non molti giorni fa’ si è concluso anche il campo estivo parrocchiale, un’esperienza che riesce a coinvolgere tantissimi ragazzi, dai più piccoli ai più grandi. Un’occasione per stare insieme, divertirsi, fare gruppo e, soprattutto, imparare a responsabilizzarsi attraverso la collaborazione e la partecipazione.
Nel corso dell’anno non mancano poi altri appuntamenti capaci di riunire la comunità: dalla festa invernale di San Tammaro al concerto di Natale, fino ai momenti legati alle principali celebrazioni religiose e alla suggestiva processione del Venerdì Santo, con la deposizione di Gesù dalla Croce, che ogni anno coinvolge una grande partecipazione di fedeli.
È una rete di appuntamenti che racconta una realtà parrocchiale che non si limita alle celebrazioni religiose, ma prova a essere anche uno spazio di incontro, relazione e aggregazione. Per questo la Festa di San Tammaro non può essere letta soltanto attraverso il calendario degli eventi.
Dietro le celebrazioni, le luci, la musica, le sagre e i fuochi c’è una storia fatta di fede, memoria, appartenenza e tradizione. Una tradizione che passa dai nonni ai genitori, dai genitori ai figli. Cambiano i tempi e cambiano le forme della festa, ma resta quella sensazione di riconoscersi nella propria comunità.
E quest’anno il messaggio sembra essere ancora più forte: San Tammaro subito dopo che viene mostrato alla comunità, si mette in cammino verso le famiglie.
È una festa che prova ancora una volta a tenere insieme passato e presente, devozione e aggregazione, memoria e futuro. Perché una tradizione vive davvero quando non si limita a essere ricordata, ma continua a far incontrare le persone.
E a Grumo Nevano, anche quest’anno, San Tammaro torna a fare ciò che da generazioni accompagna la sua festa: riunire una comunità attorno alla propria storia, alla propria fede e al proprio senso di appartenenza.
Buona festa Patronale a tutti.
Mena Cristiano Direttrice Responsabile Vita Web TV


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