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GRAGNANO: TDM di Cittadinanzattiva Campania APS , AISF ODV , Anni d’Argento , l’IC Lizzardi- Roncalli ed il Comune di Gragnano insieme per la formazione e la sensibilizzazione partendo dai cittadini più piccoli . “Mia mamma non è una principessa” una favola per raccontare la fibromialgia ai bambini

Una favola per parlare di dolore invisibile, fragilità ed empatia. È accaduto a Gragnano, il 2 ottobre 2026, dove la medicina narrativa è entrata, tra le prime esperienze in Campania, nella scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo Lizzadri – Roncalli. I bambini hanno ascoltato con curiosità e partecipazione il racconto di Anna Correale, volontaria dell’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica, persona con fibromialgia e nonna.

Attraverso immagini colorate, parole semplici e la favola “Mia mamma non è una principessa”, realizzata da AISF – Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica, presieduta da Federica Galli, i piccoli si sono avvicinati a un tema complesso come quello della malattia invisibile.

L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva Campania APS, rappresentato da Carminuccia Marcarelli, la volontaria AISF Anna Correale, l’associazione Anni d’Argento, presieduta da Virginia Sicignano, e il Comune di Gragnano, con il sindaco Nello D’Auria, particolarmente sensibile alle tematiche della tutela.

La sinergia tra associazioni e istituzioni rappresenta il presente e il futuro dell’impegno per la tutela dei pazienti: un lavoro condiviso, capace di unire sensibilizzazione, ascolto e attenzione ai diritti.

L’incontro si è svolto nell’Istituto Comprensivo Lizzadri – Roncalli, guidato dalla dirigente scolastica prof.ssa Angela Renis.

Anna Correale ha accompagnato i bambini tra parole, colori e illustrazioni. I piccoli hanno seguito il racconto con attenzione, sfogliato il libro, osservato le immagini, fatto domande e partecipato spontaneamente.

«Sono rimasta sorpresa dalla partecipazione dei bambini – racconta Anna Correale –. Erano attenti e incuriositi dalla storia. È stato emozionante vedere la loro voglia di capire».

Per Carminuccia Marcarelli, l’iniziativa dimostra il valore della collaborazione: «Fare rete significa rafforzare la voce dei pazienti, promuovere i loro diritti e creare occasioni di sensibilizzazione capaci di raggiungere anche i più piccoli».

Anche Virginia Sicignano, presidente dell’associazione Anni d’Argento, sottolinea il valore umano ed educativo dell’incontro: «Portare la medicina narrativa nella scuola dell’infanzia significa offrire ai bambini strumenti semplici e profondi per comprendere la fragilità e imparare a guardare oltre le apparenze. Attraverso la sensibilità, la gentilezza e la positività, possiamo costruire fin da piccoli una cultura dell’ascolto, del rispetto e della solidarietà».

Una medicina narrativa fatta di sensibilità e gentilezza

La medicina narrativa può arrivare anche nella scuola dell’infanzia. Attraverso una storia, i bambini possono avvicinarsi a temi come il dolore, la fragilità e la malattia senza paura, sviluppando ascolto ed empatia.

A Gragnano è stata proposta una medicina narrativa fatta di sensibilità, gentilezza e positività: un approccio delicato per trasmettere un messaggio semplice ma profondo, ovvero che non tutto ciò che fa stare male è visibile.

Raccontare la fibromialgia ai bambini significa insegnare a non giudicare e a non fermarsi alle apparenze. Una persona può stare male anche quando, dall’esterno, sembra non avere nulla.

Tra pagine colorate, domande e sorrisi, la favola ha creato uno spazio di condivisione e umanità. L’esperienza dimostra come la scuola, insieme alle associazioni e alle istituzioni, possa contribuire a costruire una società più attenta, accogliente e solidale.

Perché una favola può insegnare che la gentilezza è una forma di cura, la sensibilità è una forza e ascoltare ciò che non si vede è il primo passo per comprendere davvero l’altro.