CUBA E CRISI ECONOMICA TRA RIVOLUZIONE E BLOCCO ECONOMICO

Si ritiene che il 2024 sia un anno significativo ed importantissimo per il popolo Cubano ed il Governo di Cuba.

Forte è la crisi economica che investe il paese a causa del “BLOQUEO”, cioè Blocco, embargo commerciale, economico e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba all’indomani della rivoluzione castrista.
Sono passati ormai 60 lunghi anni dall’inizio del blocco, e Cuba e la sua rivoluzione hanno resistito a tanti cambiamenti avvenuti nel mondo, ma hanno resistito soprattutto ai soprusi e alle violazioni continue del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti pur di affamare un popolo.

Il Presidente Americano Obama aveva teso una mano a Cuba, dichiarando che gli Stati Uniti avevano fallito nel tentativo di piegare Cuba e quindi bisognava cambiare, ma Trump prima e Biden ora, hanno usato e usano la loro politica destabilizzante per strangolare definitamente questa piccola nazione.

Da qualche giorno sono scoppiate manifestazioni nelle principali città dell’isola, in particolare a Santiago, Bayamo e Cardenas.
Il governo è in difficoltà e sta cercando di sedare i disordini senza utilizzare la violenza, ma la situazione sembra critica.

A dare vita alle proteste e far precipitare la situazione sembra sia stato l’ennesimo blackout della luce elettrica, oltretutto da tempo la popolazione lamenta la scarsa disponibilità di cibo e acqua potabile, poi vi è la costante svalutazione del Peso Cubano, i prezzi che aumentano e gli stipendi che invece non seguono il cambio peso\dollaro, dall’altro la costante guerra mediatica che dipinge Cuba come uno stato fallito nel quale il governo è incapace di provvedere alle reali esigenze della popolazione.

Alcuni dei manifestanti a Santiago de Cuba gridavano lo slogan della controrivoluzione moderna ovvero “Patria è libertà”.

Il governo cubano ha risposto immediatamente alle proteste, Beatriz Jhonson Urrutia, la massima autorità di Santiago, insieme ad altre autorità, è scesa in strada per parlare con coloro che protestavano e ascoltare le loro preoccupazioni.
Nella discussione tra le autorità e i manifestanti è stato spiegato che il paniere alimentare di base è attualmente in fase di distribuzione parziale.
Il paniere alimentare di base comprende diversi beni che vengono distribuiti a prezzi altamente sovvenzionati e che Cuba ha denunciato di non poterli produrre a causa di ostacoli interni e nemmeno acquistarli all’estero a causa di un deficit di valute convertibili e di altre limitazioni imposte dal blocco degli Stati Uniti.

Poi il governo cubano ha accusato Washington di essere dietro l’organizzazione delle manifestazioni e per questo ha convocato il responsabile degli affari degli Stati Uniti, Benjamin Ziff, al Ministero degli Affari Esteri dove il viceministro Carlos Fernández de Cossío, gli ha trasmesso attraverso una nota, la condanna della condotta di interferenza e dei messaggi calunniosi del governo degli Stati Uniti e della sua ambasciata a Cuba di fronte agli affari interni della realtà cubana.

Con la consegna della nota formale di protesta al diplomatico statunitense, sono stati ricordati gli standard minimi di decenza e onestà che ci si aspetta da una missione diplomatica in qualsiasi paese e che l’ambasciata statunitense a Cuba è incapace di osservare ed è stato sottolineato che quell’ufficio diplomatico e il suo personale sono obbligati a comportarsi secondo le regole della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche.

Oltretutto è stata ribadita dal Viceministro cubano, che vi è responsabilità diretta del governo degli Stati Uniti nella difficile situazione economica che Cuba e la sua popolazione attraversano quotidianamente, sotto il peso e l’impatto del blocco economico progettato per distruggere la capacità economica del paese.

Il Presidente cubano Díaz-Canel ha dichiarato: “nel mezzo di un blocco che mira a soffocarci, continueremo a lavorare in pace per uscire da questa situazione“, chiarendo che “la disposizione delle autorità del Partito, dello Stato e del Governo è quella di ascoltare le richieste del nostro popolo, di ascoltare, di dialogare, di spiegare i numerosi passi che si stanno facendo per migliorare la situazione, sempre in un’atmosfera di tranquillità.
Seguiremo con grande attenzione l’evolversi delle proteste e della crisi imposta dal BLOQUEO che attanaglia Cuba.

Gennaro Mallozzi

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