Bacoli: “Acque dense, Anime dense” in esposizione dal 27 ottobre al 26 novembre la mostra della giovane artista Kinira Monica Carbone. Per una riflessione sul ruolo dell’artista e dell’umanità nel loop dell’AI.

Bacoli: il 27 ottobre presso palazzo dell’ostrichina al Parco borbonico del Fusaro è stata inaugurata la mostra personale dell’artista Kinira Monica Carbone, in esposizione fino al 26 novembre. Le sale saranno aperte ai visitatori venerdì e sabato dalle 17:00 alle 20:30 e domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17 alle 20:30. L’artista presenta un ciclo di acquerelli composto da sette opere con l’aggiunta di un’unica opera realizzata con colori a olio.

Kinira si è formata presso le antiche botteghe italiane del ‘400 e del ‘500. Il suo ciclo pittorico è un omaggio al Rinascimento in tutta la sua grandezza, senza dimenticare la dimensione robotica che è parte della nostra ventura meta-realtà. “In Usignolo, un momento intimo, Humanitas, vidére, Navigante tra due mondi- il Mago, Essere Luce, Nuova Eva” i titoli degli acquerelli alle pareti della prima sala in cui si percepisce un eclatante inno al mondo della classicità, richiamando alla memoria come il Rinascimento abbia come suo fratello l’Umanesimo figlio delle “humanae litterae” che portano a compimento la realizzazione dell’uomo che si rivede allo specchio dei suoi modelli classici.

Humanitas

Quando il fruitore dialoga con le opere di kinira è a contatto non solo con il mondo della natura, dei soggetti, perlopiù nudi e seminudi femminili che spiccano il volo in un altrove bucolico; ma è un dialogo anche con il mondo dei sogni e del cinema come ad esempio può accadere con il suo “navigante tra mondi” che, come tanti “Alice”, ci conduce nel mondo degli ingranaggi e della musica per vivere e sentire il nuovo tempo e per costruire al pari di esso una nuova identità.

Navigante tra mondi.

Dalla metamorfosi ovidiana presente nell’opera “In Usignolo“, che richiama il mito di Procne che diventa usignolo, si passa alla trasfigurazione dell’ io in “Humanitas” che ci spinge a domandarci:” Nell’era dell’AI, delle nuove frontiere della robotica e della cibernetica che ruolo ha l’io-uomo nella società e nel mondo?” Se tra Umanesimo e Rinascimento si può parlare di “homo faber ipsius fortunae”, cosa costruirà l’uomo nuovo, quali le aspettative “sul” e “del” domani?

In Usignolo

Kinira nella “Nuova Eva 2”, in linea con il suo orizzonte terrestre, mostra la donna primigenia come una diva del cinema, a lei la scelta di mangiare o non mangiare la mela del peccato originale. Donna in piena facoltà di scegliere. Ma questa è realtà o l’ennesima illusione di un mondo ancora inesplorato?

Nuova Eva 2

Kinira prende la forza dai suoi colori in polvere che plasma e traspone sul supporto della sua arte. I colori, l'”origo” delle sue opere, anch’essi sono presentati come opera d’arte, esposti in galleria, perché anche la materia prima è arte al suo stadio primitivo e ingenuo. In piena connessione con la natura nasce l’unica opera con i colori a olio “Origo” nell’auspicio di una nuova rinascita dalla prospettiva di Kinira.

Origo

“Essere luce e colore” per dipingere e materializzare i sogni “.

Essere Luce

L’autrice del commento critico di Kinira , Ilaria Sabatino evidenzia la trasparenza unita a semplicità e pulizia delle opere con cui Kinira farebbe un appello all’umanità per un ritorno alla bellezza della natura e prendere spunto da essa. Insomma di fondo c’è una stretta connessione tra natura e uomo nel loro ciclico evolversi.”L’uomo non si bagnerà mai nelle stesse acque del fiume” scriveva Eraclito, e se fossero acque miste a colore in un mondo di ingranaggi, che uomo c’è da aspettarsi? Parliamo di umanità con l’uomo al centro di ogni speculazione; ma kinira ha dato grande spessore in particolar modo anche a soggetti femminili in azione con il corpo o con lo sguardo frutto dell’attività intellettiva insita in ogni lavoro.

Il commento del critico

Nella nostra società liquida di che materia sono fatte le nostre anime? L’artista plasma la materia, mentre noi cosa plasmiamo? Forse enti che a loro volta possono plasmarci?È compito nostro o di qualche alterità ridefinire i nostri campi d’azione nell’era dell’ Onlife? L’artista ha ancora il suo ruolo o il suo atelier è stato ridefinito?

Marianastasia Lettieri

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