137 lavoratori appesi a un filo: la vertenza Zenita Group arriva al MIMIT
La vertenza Zenita Group entra in una fase sempre più delicata. Questa mattina, dalle 10 alle 13, una delegazione di rappresentanti sindacali e lavoratori ha presidiato il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per chiedere risposte concrete sul futuro dell’azienda e dei lavoratori coinvolti. Una delegazione di 15 rappresentanti è stata ricevuta al Ministero. Nel corso dell’incontro sono state illustrate le preoccupazioni dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, alle prese con una situazione che nelle ultime settimane si è ulteriormente aggravata.
Dal Ministero è arrivata la disponibilità ad ascoltare anche l’azienda, per poi procedere alla convocazione di un tavolo comune tra le parti. Ed è proprio sui tavoli che, ormai, si concentra una delle maggiori preoccupazioni dei lavoratori. Tavoli che vengono annunciati, richiesti e convocati, mentre sul terreno restano ancora poche certezze e soprattutto nessuna soluzione concreta per chi vede il proprio posto di lavoro a rischio.
I lavoratori chiedono che il prossimo confronto non sia soltanto l’ennesimo passaggio istituzionale, ma possa finalmente portare a decisioni e risposte sul futuro di Zenita Group.
La situazione è infatti seria. Dopo la contestata ipotesi di trasferimento del personale, la vicenda è sfociata nell’apertura di una procedura di licenziamento collettivo.
Sono 137 i lavoratori oggi direttamente coinvolti. Dietro questi numeri ci sono persone, professionalità e famiglie, ma anche sedi e territori che rischiano di perdere competenze importanti.
La vicenda ha interessato lavoratori di diverse realtà italiane, con particolare attenzione anche al Mezzogiorno.
Zenita Group opera inoltre in settori tecnologici strategici, dalla cybersecurity alle infrastrutture digitali, e conta numerose professionalità e diverse sedi sul territorio nazionale. Per questo, secondo le organizzazioni sindacali, non è sufficiente affrontare la vicenda soltanto attraverso procedure e numeri: è necessario conoscere quale sia il progetto industriale dell’azienda e quale ruolo intenda mantenere nei territori.
In questo quadro assume un peso particolare anche la presenza di Cassa Depositi e Prestiti nell’azionariato.
Per i sindacati, è quindi necessario un confronto istituzionale sulle strategie industriali del gruppo e sulla loro coerenza con la tutela dell’occupazione e con gli investimenti pubblici.
Quello di questa mattina è stato dunque un altro passaggio di una vertenza che va avanti ormai da mesi. I lavoratori restano in attesa di capire quando e come verrà convocato il tavolo con l’azienda e, soprattutto, quali risposte arriveranno.
Domani è previsto un ulteriore momento di confronto, al termine del quale è atteso anche un comunicato nazionale. La mobilitazione, intanto, continua. Perché dietro la procedura di licenziamento ci sono 137 lavoratori, 137 professionalità e altrettante famiglie che non possono permettersi di aspettare indefinitamente l’ennesimo tavolo. Ora servono risposte.
Stefano Canciello





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