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YEMEN I RIBELLI HOUTHI CONTROLLANO IL MAR ROSSO

L’avanzata degli Houthi lungo le coste dello Yemen ha permesso ai miliziani yemeniti di conquistare la città portuale di Mocha e dell’isola di Perim e quindi il pieno controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb.
L’offensiva dei ribelli, sostenuti dall’Iran, è durata 18 ore.
Nonostante i raid aerei condotti dall’Arabia Saudita su Mocha, le forze locali non sono riuscite a frenare i ribelli.
Riad è stata costretta anche a chiudere l’oleodotto East-West a seguito di attacchi con droni attribuiti a milizie irachene.
Si interrompe di fatto la tregua in vigore dal 2022 con l’Arabia Saudita.

Questi avvenimenti e quindi la continua instabilità del Medio Oriente fanno schizzare il prezzo del greggio oltre i 100 dollari al barile.
Difatti questa mossa, insieme al blocco di fatto dello stretto di Hormuz, dove il traffico navale, nonostante i continui proclami del Presidente Usa Trump, è sceso sotto le dieci unità al giorno, consente a Teheran di strangolare i collegamenti marittimi fondamentali per l’export energetico verso l’Occidente.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Houthi avrebbero contattato direttamente Washington per evitare un’escalation: «Ci hanno chiamato e non vogliono combattere con noi, ci hanno chiesto di non attaccarli».
Ma da subito è arrivata la smentita dell’esponente Houthi Hizam al-Assad che ha rigettato la versione americana definendo le affermazioni del presidente Usa prive di fondamento e bollando la narrazione della Casa Bianca come una falsificazione della realtà.
Gli Stati Uniti al momento non sono intenzionati ad intervenire militarmente contro le milizie yemenite.

Lunedì in Oman si terrà un vertice tra Iran, Iraq e i Paesi del Golfo per negoziare la riapertura di corridoi di navigazione sicuri. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha confermato la volontà di trovare un’intesa da sottoporre poi all’Organizzazione Marittima Internazionale.

Gennaro Mallozzi