Sanità. Presentato pdl sul fine vita, la consigliera Muscarà: “Ho firmato anche io, in Italia già 16 Regioni la stanno discutendo”

Il diritto di scelta alla fine della vita si sta faticosamente affermando, nonostante ostruzionismi e resistenze ideologiche che sono sempre più lontane dal sentire popolare, ho firmato una proposta di civiltà e di libertà e ho firmato per la proposta di legge “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito, ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019” – ha dichiarato la consigliera indipendente Maria Muscarà -. Tale proposta è stata presentata insieme al consigliere Luigi Abbate, in collaborazione con l’associazione Luca Coscioni, per la libertà di ricerca scientifica con la campagna “Liberi Subito”. Si chiede una normativa in tema di aiuto medico alla morte volontaria. Il mio auspicio è che il testo possa essere appoggiato dall’intero Consiglio, proprio come avvenuto nelle altre 16 Regioni in cui il testo è già stato depositato” – conclude Muscarà.La proposta di legge regionale non va a toccare – né potrebbe farlo, viste le competenze regionali – le condizioni previste della Corte costituzionale in occasione della “Sentenza Cappato/Antoniani” N. 242/2019 per accedere, mediante il Sistema Sanitario, alla morte volontaria medicalmente assistita, cioè:1. la volontà lucida e consapevole di interrompere le proprie sofferenze;2. una patologia irreversibile che provochi sofferenze fisiche e/o psichiche insopportabili per il richiedente;3. essere tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitali;4. la maggiore età.Ciò che la proposta di legge regionale prevede, in particolare, sono tempi e procedure certe, per impedire che la persona in possesso dei requisiti elencati debba aspettare anni – come nel caso di Federico Carboni – prima di ottenere un riscontro da parte del Sistema Sanitario Regionale. In sette Regioni – Piemonte, Emilia-Romagna, Abruzzo, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Veneto – questa proposta attraverso l’iniziativa legislativa popolare, in Basilicata la proposta è stata depositata attraverso l’iniziativa dei Comuni. Alcune di queste regioni hanno già accettato la proposta o è in fase di discussione. Analoghe proposte sono state depositate dai consiglieri regionali in Sardegna, Marche, Puglia, Lazio, Valle D’Aosta, Liguria e Calabria.

comunicato stampa

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