Pozzi contaminati ad Acerra, il Movimento 5 Stelle: «Serve un cambio di passo, basta gestire l’emergenza»
Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Acerra ha protocollato una proposta formale indirizzata all’Amministrazione comunale per chiedere l’adozione di un piano straordinario finalizzato all’individuazione delle fonti di contaminazione delle acque sotterranee, alla tutela della salute pubblica e al sostegno della filiera agricola colpita dai recenti provvedimenti di interdizione dei pozzi.
La proposta nasce alla luce delle ultime ordinanze emanate dal Comune e individua una serie di interventi concreti: l’istituzione di un tavolo tecnico permanente, un’indagine ambientale e idrogeologica per risalire all’origine della contaminazione, il rafforzamento del monitoraggio delle acque di falda, il coinvolgimento di tutti gli enti competenti, misure a tutela della salute pubblica, il sostegno agli agricoltori danneggiati, ristori economici e l’individuazione di fonti idriche alternative per garantire la continuità delle attività agricole.
«La salute dei cittadini viene prima di tutto – dichiara Michele Paolella, rappresentante del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Acerra – ma non possiamo continuare a limitarci a chiudere un pozzo dopo l’altro senza affrontare il vero problema. Da troppo tempo la nostra comunità convive con questa emergenza e oggi è necessario cambiare approccio: bisogna individuare chi sta inquinando la falda, eliminare le fonti della contaminazione e accertare tutte le responsabilità. Solo così sarà possibile garantire una tutela reale della salute pubblica.»
Paolella aggiunge: «È altrettanto importante evitare che chi vive di agricoltura paghi un prezzo che non gli appartiene. Allo stato delle informazioni disponibili, PCE e TCE non sono sostanze riconducibili alle ordinarie attività agricole. Per questo gli agricoltori che subiscono la chiusura dei propri pozzi devono essere considerati parte lesa e sostenuti attraverso ristori adeguati e fonti idriche alternative che consentano di salvaguardare colture, lavoro e reddito.»
Sulla vicenda interviene anche l’attivista e docente Armando Petrella, che richiama l’attenzione sui tempi della vicenda: «I nuovi sequestri riguardano analisi risalenti addirittura al 2023. Quando è in gioco la salute pubblica, tre anni per arrivare a un provvedimento rappresentano un ritardo inaccettabile. Da circa venticinque anni assistiamo a un’alternanza di sequestri e dissequestri che non risolve il problema di fondo: la falda resta contaminata. È necessario che gli enti competenti concentrino gli sforzi non solo sull’interdizione dei pozzi, ma soprattutto sull’individuazione delle filiere produttive responsabili dell’immissione nell’ambiente di sostanze come PCE e TCE. Non si può continuare a penalizzare chi lavora la terra mentre i veri responsabili dell’inquinamento restano nell’ombra.»
Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle sottolinea che la proposta protocollata non si limita a richiedere ulteriori controlli, ma punta a un cambio di paradigma nella gestione della vicenda: dalla risposta emergenziale all’individuazione delle cause, con un’azione coordinata tra Comune, Regione Campania, ARPAC, ASL Napoli 2 Nord, Autorità giudiziaria e tutti gli enti competenti, finalizzata a fermare definitivamente le fonti dell’inquinamento.
«Acerra – conclude il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle – non può più accontentarsi di gestire gli effetti dell’inquinamento. È arrivato il momento di affrontarne le cause. La tutela della salute pubblica, la difesa dell’ambiente e la salvaguardia della filiera agricola passano attraverso un’unica strada: individuare i responsabili, bonificare il territorio e impedire che questa emergenza continui a ripetersi negli anni.»

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