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GRUMO NEVANO. Aggressione al 70enne. Le reazioni: il sindaco di FRATTAMAGGIORE, Luigi Del Prete:
“non servono decreti ma una comunità educante”

FRATTAMAGGIORE. Il sindaco di Frattamaggiore Luigi Del Prete. “Vi sono episodi che travalicano i confini di una città e diventano una ferita per un intero territorio.
Quanto avvenuto sul sagrato della Basilica di San Tammaro, a Grumo Nevano, non può essere archiviato come un semplice fatto di cronaca: è un evento che impone una riflessione seria, profonda e priva di ogni ipocrisia.
Quando la violenza prende il sopravvento sul dialogo, quando l’aggressività prevale sul rispetto e quando un gesto può cambiare per sempre la vita di più persone, significa che qualcosa, nel nostro tessuto sociale, sta chiedendo con forza di essere ascoltato.
Naturalmente non spetta a me, né sarebbe corretto, attribuire arbitrariamente responsabilità o formulare giudizi definitivi sulla dinamica dei fatti: saranno le autorità competenti e la magistratura ad accertare con precisione quanto accaduto e le eventuali responsabilità di ciascuno. La mia riflessione non riguarda il merito dell’accaduto, sub iudice, sul quale è giusto attendere gli esiti delle indagini nonostante l’inumana brutalità del video che oramai circola su tutte le testate nazionali, ma ciò che questo episodio, al di là degli aspetti giudiziari, ci impone di affrontare come comunità.
La sicurezza è un pilastro imprescindibile e le Forze dell’Ordine continuano a svolgere un lavoro prezioso e insostituibile, spesso in condizioni difficili: a loro va, ancora una volta, il mio sincero ringraziamento. Ma sarebbe un errore pensare che il problema possa essere risolto esclusivamente con controlli, pattuglie o provvedimenti repressivi.
La vera sfida inizia molto prima, ab origine.
Inizia nelle famiglie, dove si trasmettono i primi valori. Continua, poi, nelle scuole, dove si forma il senso della convivenza civile. Prosegue, infine, nelle istituzioni, nelle parrocchie, nelle associazioni sportive e culturali, in tutti quei luoghi che hanno il compito di accompagnare la crescita dei nostri ragazzi.
Educare al rispetto non è uno slogan, è il più grande investimento che una comunità possa fare.
Non possiamo permettere che l’indifferenza imperversi, né che ci si abitui a una violenza che sembra diventare sempre più frequente. Ogni qualvolta che un giovane sceglie la strada della sopraffazione, tutti siamo chiamati a interrogarci su cosa possiamo fare di più, ciascuno per la propria parte.
Da sindaco sento il dovere di ribadire che continueremo a fare tutto ciò che è nelle nostre competenze per garantire sicurezza e legalità. Ma da padre, prima ancora, avverto il bisogno di rivolgere un appello a tutta la nostra comunità: torniamo ad essere un punto di riferimento per i nostri giovani. Torniamo a educare con l’esempio, con la presenza, con il dialogo, con la responsabilità, con i “no”.
Una società non si misura soltanto dalla capacità di punire chi sbaglia, ma soprattutto, in primis, dalla capacità di formare cittadini che scelgano di non sbagliare.
Alla persona rimasta gravemente ferita rivolgo, insieme all’intera Amministrazione comunale, i più sinceri auguri di pronta guarigione e la mia vicinanza alla sua famiglia”