GDF NAPOLI: ESEGUITE MISURE CAUTELARI PERSONALI E REALI NEI CONFRONTI DI 6 PERSONE INDIZIATE A VARIO TITOLO DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, TRUFFA NEL CONSEGUIMENTO DI EROGAZIONI PUBBLICHE, USURA, ESTORSIONE, ABUSIVA ATTIVITA’ FINANZIARIA E AUTORICICLAGGIO.

GDF NAPOLI: ESEGUITE MISURE CAUTELARI PERSONALI E REALI NEI CONFRONTI DI 6 PERSONE INDIZIATE A VARIO TITOLO DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, TRUFFA NEL CONSEGUIMENTO DI EROGAZIONI PUBBLICHE, USURA, ESTORSIONE, ABUSIVA ATTIVITA’ FINANZIARIA E AUTORICICLAGGIO. L’indagine del Nucleo Pef avrebbe consentito di accertare, altresì, l’indebita percezione del beneficio per oltre 2,3 milioni di euro da parte di 285 cittadini extracomunitari che avrebbero dichiarato falsamente di risiedere da almeno dieci anni sul territorio nazionale. Di seguito il comunicato stampa della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli in data 15 febbraio 2024.
“Per delega del Procuratore della Repubblica si comunica che, in data odierna, militari del Nucleo di
Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di
applicazione di misura cautelare personale e reale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su
richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Seconda Sezione – Reati contro la P.A., nei
confronti di sei persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere,
truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, usura, estorsione, abusiva attività
finanziaria e autoriciclaggio.
Le indagini hanno tratto origine da attività ispettive nei confronti di numerosi cittadini stranieri,
privi di rapporti lavorativi o assistenziali con l’INPS, che richiedevano il codice fiscale poco prima
della presentazione della domanda per accedere al reddito di cittadinanza e che, ottenuto il
beneficio, utilizzavano le carte Postepay RdC per effettuare acquisti presso lo stesso esercizio
commerciale, per importi significativi, talvolta nello stesso giorno e in orari ravvicinati.
Gli approfondimenti svolti avrebbero consentito di appurare che il suddetto esercizio commerciale,
sito in Napoli, era la sede operativa di una consorteria criminale che consentiva ad un’ampia platea
di soggetti di eludere le prescrizioni poste a presidio del corretto utilizzo del reddito di cittadinanza
mediante acquisti simulati di prodotti alimentari cui faceva seguito la restituzione in contanti della
somma pagata, decurtata di una percentuale variabile tra il 10% e il 20% trattenuta dai promotori
del sodalizio. Questi ultimi avrebbero utilizzato false fatture emesse da una società collegata, priva
di reale operatività, per giustificare il volume anomalo delle vendite effettuate. Inoltre, avrebbero
reinvestito i proventi dell’illecita attività versando caparre per acquistare immobili da intestare alle
rispettive consorti.
L’indagine avrebbe consentito di accertare, altresì, l’indebita percezione del Rdc per un importo
complessivo di oltre 2,3 milioni di euro da parte di 285 cittadini extracomunitari che avrebbero
dichiarato falsamente di risiedere da almeno dieci anni sul territorio nazionale.
Il sodalizio avrebbe posto in essere anche altre attività illecite, come l’esercizio abusivo di attività
finanziaria e la concessione di prestiti ad un tasso usurario variabile dal 30% ad oltre l’800% a 15
soggetti in difficoltà finanziaria, talvolta con minacce e violenze nei confronti delle vittime quando
non rispettavano le scadenze dei pagamenti. A riscontro di ciò, in sede di perquisizione, sono stati
sottoposti a sequestro appunti manoscritti, denaro contante per circa 92.000 euro, nonché assegni
bancari e titoli cambiari per un totale di circa 158.000 euro.
Su queste basi, quattro indagati sono stati oggi sottoposti alla custodia cautelare in carcere e due
agli arresti domiciliari. Contestualmente, è stato eseguito il sequestro preventivo di disponibilità
finanziarie nonché di beni mobili e immobili per un ammontare complessivo di circa 90 mila euro.
Nel corso delle indagini, erano già stati sequestrati l’intero capitale sociale e il complesso aziendale
delle società degli indagati.
Il provvedimento eseguito in data odierna è una misura cautelare disposta in sede di indagini
preliminari avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono
persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
Napoli, 15 febbraio 2024″

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