Ferdinando Flagiello: la stella danzante dei nostri territori vola a Miami. L’intervista alla sua Maestra Caterina Lupoli.

Ferdinando Flagiello, una giovane stella danzante dei nostri territori brillerà come solista nello Schiaccianoci, balletto di repertorio classico, per il Cuban Classical Ballet of Miami. Cerchiamo di conoscere come è maturato l’amore per la danza nel giovane danzatore intervistando la sua madre artistica, la Maestra Caterina Lupoli.

Come siete venuti a conoscenza di questa sorprendente notizia? Qual è stata la prima reazione?

“Ferdinando mi ha telefonato, mentre ero a scuola con i miei alunni e mi ha chiesto se poteva farmi una videochiamata. Questa mi è sembrata una richiesta un po’ strana, allorché mi ha detto che doveva darmi una notizia importante e io là per là non ho capito, infatti gli ho detto di sì, ma che comunque ero impegnata con i bambini. Lui mi ha chiamato, anzi mi ha videochiamato, e sorridendo mi ha praticamente messo davanti all’obiettivo una specie di contratto per il Cuban classical ballet of Miami, quindi io ho incominciato a balbettare a ridere e poi ho pianto, ho pianto tantissimo mentre i bambini mi guardavano e nel frattempo salutavano Ferdinando, perché lo avevano riconosciuto come il pirata, che aveva danzato nel primo giorno di scuola proprio per gli alunni di prima. La mia reazione è stata, emotivamente parlando, molto forte e inaspettata, mi sono commossa…..tanto. Ho pensato ai tanti sacrifici fatti durante questi anni e a lui piccolissimo, che danzava sul parquet nella mia scuola di danza.

Che età aveva Ferdinando quando ha messo piede per la prima volta nella sua scuola di danza?

“Ferdinando non aveva ancora 6 anni quando, per la prima volta, ha messo piede nella mia scuola di danza”.

Ferdinando da bambino a lezione con la M.stra Caterina Lupoli

Qual è stato il primo ruolo di Ferdinando?

“Ferdinando ha danzato da piccolo allievo nelle coreografie per lo spettacolo finale dell’anno accademico, mentre il suo primo ruolo importante è stato quello che ha rivestito nel personaggio del Piccolo principe, per lo spettacolo della compagnia di Campania arte danza, nell’omonimo balletto, tratto dal racconto scritto da Antoine de Saint Exupery, con la regia di Arturo Cannistrá. Ferdinando e stato scelto fra tanti giovanissimi allievi, all’età di 7 anni proprio per interpretare questo ruolo”.

Ferdinando nel ruolo di “Piccolo principe”

Quali discipline ha studiato il suo allievo?Quanto è importante per un danzatore essere versatile?

“Ferdinando ha studiato molteplici discipline, basilarmente la danza classica, poi la danza moderna, la danza contemporanea e l’hip hop. Aver avuto la possibilità di studiare tutte queste discipline ha fatto sì che egli sia diventato un brillante danzatore poliedrico. Per un danzatore è molto importante essere versatile, perché ciò gli dà la possibilità di poter sfruttare al massimo tutte le sue molteplici attitudini, contestualizzandole in varie situazioni, con la consapevolezza di potersi esibire in vari contesti”.

Quanto è stata importante la collaborazione con altri colleghi per il lavoro sull’allievo?

“La mia collaborazione con altri docenti è stata molto proficua per tutti gli allievi, soprattutto per quello che riguarda Ferdinando. Infatti frequentando appunto la mia scuola di danza, egli ha avuto la possibilità di poter studiare con eccellenti maestri di grande calibro qualitativo, sia a livello artistico, che a livello didattico e disciplinare. Questo a mio avviso ha inciso sicuramente in modo positivo, dando all’allievo, quale è Ferdinando, un valore aggiunto al suo talento e alla sua attitudine alla danza. Infatti Ferdinando ha superato molte audizioni che gli hanno dato la possibilità di frequentare enti lirici quali la scuola del Teatro dell’Opera di Roma, la scuola di ballo del teatro San Carlo di Napoli e la scuola del balletto di Toscana a Firenze, nonché ricevere molti premi e riconoscimenti e borse di studio, che gli hanno permesso di poter studiare con eccellenti maestri in tutte le discipline tersicoree”.

Ferdinando con le maestre: Alessandra Celentano e Caterina Lupoli

In che modo ha aiutato Ferdinando a armonizzare doti naturali e tecnica?

“Ferdinando, sin dal primo momento, ha dimostrato di avere non solo le doti naturali, che sono indispensabili per la carriera professionale di un danzatore, ma certamente non sono le uniche che un danzatore deve possedere; Ferdinando ha dimostrato sin dal primo momento la sua tenacia, la sua volontà, la sua disciplina. Egli andando un po’ contro tutto e contro tutti sin da piccolo ha denotato la sua caparbietà, il suo desiderio di danzare, lui si sentiva già da piccolo un danzatore, a 6 anni già sapeva cosa voleva fare in seguito e questo, sicuramente unito alle sue doti attitudinali, ha fatto sì che sia il lavoro mio didattico e artistico e sia quello degli altri docenti che hanno insegnato nella mia scuola o i docenti con i quali Ferdinando poi ha studiato in seguito, ha reso il lavoro molto più facile. Molto di più anche per la formazione di questo giovane danzatore, perché le doti attitudinali di Ferdinando unite alla consapevolezza del suo corpo, del suo carattere, della sua personalità hanno fatto in modo che la sua performance sia in sala che in scena diventasse armoniosa. Non è stato difficile per me docente creare questa Armonia, perché, e sottolineo questa caratteristica sono stata sempre molto diretta con lui, facendogli capire cosa fosse, o per meglio dire, cosa rappresentasse essere un artista completo, ma soprattutto cosa rappresentasse per lui e per chi lo seguisse l’essere sempre consapevole di mantenere una coerenza artistica e un’onestá intellettuale nel corso degli anni.

Ferdinando con il Maestro Franco Miseria

Presso quali scuole il suo allievo ha studiato e si è perfezionato?

“Oltre al mio centro Élite della danza, la scuola di ballo del teatro dell’Opera di Roma, la scuola di ballo del teatro San Carlo di Napoli e il Balletto di Toscana a Firenze”.

Con quali compagnie ha collaborato Ferdinando?

“Ferdinando ha danzato con la compagnia di balletto Campania arte danza e la compagnia del Balletto di Toscana”.

Ferdinando al Teatro dell’Opera di Roma

Qual è l’augurio che rivolge al suo danzatore?

“Il mio augurio per Ferdinando è quello di essere sempre felice e di sentirsi realizzato, gli auguro, inoltre, di mantenere sempre un aplomb di eleganza e di disciplina, che lo renderanno un danzatore al di sopra delle righe e molto professionale, e come gli ho detto anni fa gli ripeterò: vola Ferdy, vola in alto, perché lo meriti. Ad maiora”.

Da questa intervista è emerso come l’amore verso l’arte, in questo caso la danza, faccia mettere le ali e spiccare il volo. I sogni non sono quelli che restano serrati nel cassetto, vanno coltivati con la giusta caparbietà, il lavoro e la dedizione; ma soprattutto con le giuste guide si raggiungono sicuramente orizzonti lontani. Un augurio alla giovane stella di brillare e di sognare sempre, come da piccolo, e proporsi e raggiungere sempre nuovi obiettivi.

Marianastasia Lettieri

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