CPR A CASTEL VOLTURNO, IL GARANTE DEI DETENUTI: «SERVONO TRASPARENZA, SICUREZZA E RISPETTO DEI DIRITTI. IL TERRITORIO NON PUÒ ESSERE ESCLUSO DALLE DECISIONI»
Don Salvatore Saggiomo: «Per impegni pastorali non potrò essere presente alla manifestazione di sabato 24 ottobre, ma farò sentire la mia vicinanza attraverso i social. Su una questione così delicata, cittadini e istituzioni hanno diritto di conoscere la verità».
CASTEL VOLTURNO – La possibile realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) a Castel Volturno apre interrogativi importanti sul futuro del territorio, sulla sicurezza, sulla gestione dell’immigrazione irregolare e, soprattutto, sulla tutela dei diritti fondamentali della persona.
In vista della manifestazione prevista per sabato 24 ottobre davanti al Centro Fernandes, Don Salvatore Saggiomo, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Caserta, interviene per richiamare l’attenzione sulla necessità di un confronto pubblico serio, trasparente e rispettoso delle diverse posizioni.
«Per impegni pastorali già assunti non potrò essere fisicamente presente alla manifestazione, ma desidero esprimere la mia vicinanza a quanti scenderanno in piazza per chiedere chiarezza sul futuro di Castel Volturno. Attraverso i social farò sentire la mia voce e la mia partecipazione a un dibattito che riguarda l’intera comunità».
«Non è accettabile – prosegue Saggiomo – che su una questione destinata a incidere profondamente sulla vita di un territorio si alimentino incertezza, timori e contrapposizioni senza che vi siano informazioni chiare e un confronto istituzionale aperto. I cittadini hanno diritto di sapere quali siano i progetti in campo, quali decisioni siano state assunte e quali conseguenze possano derivarne per la comunità».
Il Garante sottolinea che sicurezza e diritti non devono essere messi in contrapposizione. Le preoccupazioni dei residenti meritano ascolto e risposte concrete, così come devono essere garantite dignità, tutela giuridica e rispetto dei diritti delle persone migranti, comprese quelle in attesa di documenti o coinvolte nelle procedure di rimpatrio.
«La gestione dell’immigrazione irregolare è una questione complessa, che richiede legalità, responsabilità e strumenti efficaci. Ma nessuna scelta può prescindere dalla dignità umana, dalle garanzie previste dalla legge e dalla necessità di assicurare condizioni rispettose dei diritti fondamentali alle persone trattenute. La privazione della libertà personale, anche nei centri destinati al rimpatrio, impone particolare attenzione alle condizioni di permanenza, all’assistenza sanitaria, all’accesso alla tutela legale e ai meccanismi di controllo».
«Castel Volturno non può essere lasciata sola ad affrontare una questione tanto delicata. Occorre ascoltare amministratori, cittadini, associazioni, operatori sociali e comunità migranti. Le decisioni che riguardano il territorio devono essere accompagnate da informazioni verificabili, responsabilità istituzionale e un confronto autentico con chi vive quotidianamente questa realtà».
In conclusione, Don Salvatore Saggiomo ribadisce la necessità di affrontare il tema senza strumentalizzazioni e senza alimentare paure, ma anche senza ignorare le preoccupazioni della popolazione.
«Il mio ruolo istituzionale mi richiama a difendere i diritti delle persone private della libertà e a promuovere una cultura della legalità e della responsabilità. La sicurezza è un diritto, ma lo è anche la dignità umana. Una comunità si tutela davvero quando le istituzioni garantiscono trasparenza, ascolto e rispetto della legge. Castel Volturno ha bisogno di risposte, non di silenzi; di confronto, non di contrapposizioni».
Don Salvatore Saggiomo
Garante dei diritti delle persone private della libertà personale
Provincia di Caserta

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