Pubblicità

CERCOLA. BIBLIOTECA GIANCARLO SIANI, PICARDI (CITTÀ FUTURA/AVS): «PER L’AMMINISTRAZIONE ROSSI NON È UN BENE COMUNE. CANCELLATA LA PARTECIPAZIONE DI ASSOCIAZIONI E STUDENTI»

«Con una delibera di Giunta, approvata in piena estate, l’Amministrazione Rossi ha revocato il percorso di gestione proposto dalle associazioni e dagli studenti del territorio e ha cancellato la Biblioteca comunale Giancarlo Siani dall’elenco dei beni comuni. È una scelta gravissima, che arriva dopo anni di silenzi, rinvii e impegni mai rispettati».
A dichiararlo è Marco Picardi, Consigliere Comunale di Città Futura/AVS, che interviene sulla decisione assunta dall’Amministrazione Comunale di Cercola rispetto al futuro della Biblioteca Giancarlo Siani.

«In questi tre anni – spiega Picardi – insieme al mio gruppo ho provato con continuità a riportare al centro del dibattito politico il rilancio della biblioteca. Esiste un regolamento comunale che riconosce la partecipazione dei cittadini come un valore da promuovere e mette a disposizione strumenti concreti per costruire percorsi di collaborazione. Su questa base era nata una proposta avanzata da associazioni, studentesse e studenti del territorio, disponibili volontariamente a contribuire all’apertura della biblioteca e alla realizzazione di rassegne, incontri e attività culturali».

«Non stavamo chiedendo un favore all’Amministrazione – prosegue il consigliere – ma di applicare gli strumenti che lo stesso Comune si era dato e di ascoltare una parte della città che chiedeva di assumersi una responsabilità diretta nella cura di uno spazio pubblico. In ogni Consiglio comunale ho chiesto l’apertura di un tavolo di confronto con queste realtà. L’Amministrazione aveva assunto pubblicamente l’impegno di convocarlo: non nei miei confronti, ma davanti al Consiglio comunale e alla città. Quel tavolo non è mai arrivato».

Secondo Picardi, la nuova delibera rappresenta quindi una scelta che va ben oltre la vicenda della singola struttura: «Dopo anni di attesa, invece di aprire finalmente quel confronto, si decide di chiudere definitivamente la porta. È una decisione che mortifica soprattutto tante ragazze e tanti ragazzi che credono nel valore della partecipazione, che chiedono maggiori spazi di decisione e che erano pronti a mettere gratuitamente tempo, energie e competenze a disposizione della propria comunità».

«La cosa ancora più grave – sottolinea – è che non viene soltanto respinta una proposta già avanzata, ma, cancellando la biblioteca dall’elenco dei beni comuni, si impedisce di fatto anche la costruzione di nuovi percorsi di collaborazione e partecipazione. Il messaggio politico è evidente: per l’Amministrazione Rossi la Biblioteca Giancarlo Siani non è un bene comune e i cittadini non devono avere un ruolo nella sua gestione e nella sua vita».

«Noi non ci fermeremo. Se l’Amministrazione ha scelto di sottrarsi al confronto, a partire da settembre lo apriremo direttamente con la città. Vogliamo coinvolgere associazioni, studenti, realtà culturali e cittadini per discutere insieme del futuro della Biblioteca Giancarlo Siani e, più in generale, degli spazi di partecipazione nella nostra comunità. Una biblioteca pubblica deve essere aperta, viva e partecipata. E continueremo a batterci perché torni ad esserlo», conclude.

Dott. Sandro Feola