Onlyfans è rimasto uno dei pochi ascensori sociali funzionanti

  • Come funziona onlyfans?

Facciamo una premessa importante Onlyfans non è nato come la piattaforma che conosciamo oggi. Da quando è stato lanciato nel 2016 a oggi non ha mai negato la registrazione a nessuno, chiunque può creare contenuti per la piattaforma di (quasi) qualsiasi tipo, persino chi vi scrive potrebbe iscriversi e chiedere un abbonamento per contenuti esclusivi (nel caso specifico sarebbero articoli e foto di gatti).
Il creatore sceglie la quota per l’abbonamento, la quale può anche essere gratuita e vende successivamente (ovviamente qualora lo desideri) dei suoi contenuti esclusivi, in cambio di una “tips” (ovvero una mancia), si possono anche fare richieste delle più varie per avere invece dei contenuti personalizzati.
Di tutti i soldi che passano su Onlyfans l’80% va ai creatori ed il 20% va alla piattaforma, rendendola molto vantaggiosa per chi ci lavora. Chi sta su per esempio Youtube guadagna sulla base delle visualizzazioni (e sulla base delle pubblicità ad esse connesse) non ha un guadagno fisso e può essere colpito da moderazione con conseguenti limitazioni dell’audience, senza considerare guadagni che per diventare importanti necessitano di milioni di visualizzazioni, un enorme canale di tecnologia “Linus Tech Tips” è riuscito a guadagnare poco meno di 75000 dollari al massimo da un singolo video. Qualcuno di voi potrebbe lecitamente immaginare che si tratta di un bel mucchio di soldi, ma per arrivare ad un simile livello ha decine di dipendenti e per far quadrare i conti ha numerose altre attività correlate (sul web ma non solo), fa dei video estremamente professionali con una produzione di primissimo livello.

  • A cosa è dovuto il suo successo?

Il successo di Onlyfans è dovuto a diversi fattori: saturazione di gran parte dei mercati digitali, libertà sulla piattaforma ed il suo funzionamento, guadagni causanti grande attrazione dei creatori di contenuti.
I mercati digitali sono abbastanza saturi, emergere oggi su Instagram, Facebook, Youtube ma anche sull’emergente Tiktok è tutto fuorché facile, diventare influencer è una fatica molto spesso inutile, i settori più remunerativi sono già stati occupati e i guadagni sono comunque bassi in relazione al traffico generato, soltanto gli sponsor possono generare introiti importanti, tuttavia la gran parte di questi è già preso. Certo qualcuno emergerà dal fondo con fatica e magari un capitale da investire in questa avventura, ma una nuova Chiara Ferragni con tutta probabilità non ci sarà.
La libertà invece presente su Onlyfans è pressoché assoluta per quanto riguarda la pubblicazione di contenuti, in modo particolare i contenuti per adulti, per cui la piattaforma è particolarmente nota. Abbonati e creatori di contenuti sono cresciuti molto negli anni, mentre i primi si attestano (dati del 2021) a 188 milioni i secondi sono passati dal 2019 al 2021 da circa 348 mila a oltre 2 milioni, la tendenza è comunque ad una crescita molto solida con il fatturato dell’azienda passato nello stesso periodo da circa 270 milioni a 4,8 miliardi. Fattore chiave del successo è però l’interazione fra i creatori ed i loro seguaci, non solo possibile tramite i “soliti” commenti a post, foto, video ma soprattutto con una chat, una vera e propria linea diretta la quale consente una interazione personale e consente una forte affezione (sfociante talvolta in vera e propria dipendenza). Inoltre la presenza della chat consente ai creatori di contenuti di vendere direttamente loro contenuti in cambio di una “mancia” che può andare da pochi dollari fino alle centinaia, i “fans” però (e qui vi è una grossa novità rispetto a praticamente tutte le piattaforme) possono richiedere contenuti personalizzati, ovviamente a pagamento, per soddisfare esigenze particolari.
Ovviamente il più grande fattore di popolarità è il grande guadagno dei creatori di contenuti, aumentato grandemente durante la pandemia, che ovviamente incentiva gli stessi ad essere vivi e presenti. Ma esattamente come fanno i “fans” a finire su Onlyfans? Domanda apparentemente semplice ma difatti assai più elaborata, infatti la piattaforma non fa pubblicità e guardando la loro homepage non si vede assolutamente nessun tipo di contenuto per adulti, non c’è pubblicità su altri siti, anzi sui social network non si può nemmeno pronunciare la parola “Onlyfans” pena se non proprio la chiusura quantomeno la messa in ombra del proprio profilo. Ebbene i creatori di contenuti si pubblicizzano in modo meno esplicito su altre piattaforme (riuscendo magari nel contempo anche a guadagnare qualcosa), con contenuti sexy e non, la promessa è di vedere di più altrove. Un esempio di questo è il profilo di Alex Mucci che conta solo su Instagram 6,9 milioni di follower.

  • Onlyfans come ascensore sociale

Ma perché moltissime ragazze (e anche alcuni ragazzi) scelgono questa peculiare carriera? Perché esporre i propri nudi o altri atti privati in cambio di un compenso? Perché non scegliere lavori più “onesti” e “normali”? Perché non fare il cameriere, il cuoco, il meccanico, l’impiegato o anche una professione specializzata come l’ingegnere, l’architetto o altro?
Il mondo del lavoro è molto cambiato ed in peggio, oggi è praticamente impossibile vivere in una famiglia con solo reddito da lavoro dipendente specialmente nelle grandi città. In particolare chi ha meno di 35 anni è spesso quasi del tutto impossibilitato nell’andare di via da casa, i “lavoretti” che spesso si trovano hanno stipendi bassissimi e affittare una stanza anche a 300 euro al mese diventa pura utopia, figurarsi pagare il resto. Per non parlare della celeberrima “gavetta” ovvero il lavorare con uno stipendio modesto fin quando non si diventa bravi, concetto che qualora fosse applicato così com’è sarebbe anche corretto, almeno finché non si inizia a leggere di richieste come gli “apprendisti con esperienza”, di “stagisti con esperienza”, di “mezze giornate” di otto ore, di pagamenti settimanali.

Allora Onlyfans diventa un’alternativa credibile per chi vuole farlo, Arianna Orazi ne è un esempio ha dichiarato al Corriere Adriatico di guadagnare “dai 6mila ai 30mila euro al mese” (l’articolo completo potete trovarlo qui), mentre prima ne prendeva da precaria dagli 800 ai 1200, ha nel suo mese peggiore con la sua nuova attività ha fatto cinque volti i soldi che faceva nel suo mese migliore da impiegata.

E che dire della sua collega Alex Mucci, balzata qualche mese fa agli onori delle cronache per delle foto fatte con la collega Eva Menta agli Uffizi? È laureata in ingegneria aereospaziale e ha più volte detto che la sua attuale figlia l’ha fatta anche grazie alla serenità datale dal reddito derivante da Onlyfans, il quale si aggira secondo una intervista data a “rivista studio” (la potete trovare qui) fra i 30 ed i 120 mila euro al mese, le chat aperte con gli abbonati oscillano fra le 2mila e le 20mila.
La napoletanissima Paola Saulino ha dichiarato a “La Zanzara” (trovate il video dell’intervista qui sotto, ma vi avviso in anticipo contiene contenuti abbastanza crudi) di farci circa un milione l’anno, una cifra ragguardevole senza dubbio, desidera l’amore, “potrebbe essere un sogno creare un nucleo familiare”, si definisce “tradizionalista” pubblica su onlyfans e altre piattaforme solo foto di nudo, anche lei è laureata sia triennale che magistrale. Una sua frase rimane particolarmente impressa “dalla fogna vengo e se possibile non ci vorrei ritornare”.

L’intervista a Paola Saulino

Ora questi sono solo degli esempi naturalmente, piccoli squarci di un mondo quasi sconfinato, ma già da qui si capisce come chi sceglie questo lavoro desidera spesso solo migliorare (anche considerevolmente) la propria condizione economica.
Diciamolo in silenzio, a bassa voce, fra di noi, ma queste al confronto di Keith Richiards o Slash dei Guns ‘n Roses sembrano delle educande (basta fare una ricerca rapida per verificare tenore e tipo di vita di queste due rockstar), nessun eccesso solo normali bisogni, normali desideri per comuni necessità.
Chi siamo noi quindi per giudicare queste ragazze, ragazzi, coppie e così via? Piuttosto che guardare cosa fanno per vivere dovremmo invece chiederci cosa ne è stato del caro vecchio “ascensore sociale”, ovvero la promessa di una vita migliore in cambio di studio e sacrificio. Quando pur lavorando rischio di ritrovarmi in una situazione di povertà o comunque a non potermi mantenere, o peggio sapendo “fare un mestiere” avendo preso magari laurea, master, corsi professionalizzanti le uniche offerte restano al di sotto o poco sopra i mille euro chi me lo fa fare a non prendere questo ascensore? Specie sapendo di potermi permettere una vita nettamente migliore se mi va bene?
Andrebbe aperta una riflessione molto profonda su questo punto, siamo un paese bloccato e spesso chi viene da ambienti umili, magari studiando e lavorando con sacrificio si ritrova bloccato o costretto a fare i salti mortali per avere una vita anche solo vagamente dignitosa, oppure ad andare all’estero. Siamo quindi sicuri che la scelta di Onlyfans sia così tanto illogica?

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Stefano Scoppio

Stefano Scoppio

Fervente appassionato del periodo più sfigato della letteratura italiana (gli anni '90), pieno di passioni multiformi e contraddittorie. Scrivo per il mio diletto e nella speranza di suscitare una riflessione