Napoli: Lectio di Alberto Camplani, docente della Sapienza , sui “Papiri Bodmer” all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Il professore Alberto Camplani ,ordinario di letteratura cristiana antica presso la Sapienza di Roma é stato ospite presso l’aula “Ex Cataloghi Lignei” del dipartimento di Studi Umanistici dell’ Ateneo federiciano per il ciclo di Seminari di Letteratura Cristiana Antica a cura della docente Isabella D’Auria. Il convegno ha avuto come centro della discussione “I Papiri Bodmer e la produzione poetica greca del IV secolo tra cultura classica e tematiche cristiane”.

Introduzione e presentazione della docente della Federico II ,Teresa Piscitelli, nel ruolo di moderatrice, è stata cura della professoressa Isabella D’Auria.

La Piscitelli ha presentato il collega di Roma come un punto di riferimento dell’ecumene per il filone di ricerca sul Tardo Antico, sui testi in copto e in particolar modo per l’attenzione che rivolge ai papiri “Bodmer”, un gruppo di 22 papiri scoperti a Dishna, in Egitto nel 1952. Questa denominazione rende onore al noto benefattore Martin Bodmer, che durante la Seconda Guerra Mondiale partì anche come volontario della Croce Rossa. Per conservare i manoscritti acquistati dal Bodmer intorno agli anni 50, soprattutto quando in Egitto si diffonde la pratica del mercato antiquario (al limite tra il legale e l’illegale) insieme ad altri ritrovamenti, viene edificata nel 1971 a Cologny ( Genève) la fondazione Martin Bodmer. La cosiddetta “Biblioteca Bodmer” si basa sullo studio di un fondo antico, a cui sono stati aggiunti altri fondi bibliotecari, l’estensione testuale è solo frutto di ipotesi, elaborate negli anni in cui testi greci, latini e copti hanno fatto la loro ricomparsa negli studi di antiquaria. L’esistenza concreta e la collocazione spaziale di questa Biblioteca è stata più volte messa in discussione.Tratti caratterizzanti della raccolta sono la varietà culturale, religiosa e linguistica per seguire il filone del viaggio tra tradizione classica e testi cristiani.Questa “Biblioteca”, secondo l’analisi di Fournet, studioso che prese parte alla ricerca, contiene il 40 % di testi greci (con Omero, Menandro, Tucidide, Achille e la diatriba cinica), 4% di testi latini ( Cicerone, Alceste) e il 56% di testi copti, sparpagliati tra Genéve in Svizzera, Dublino,la Duke University, Cologne, l’Abbazia de Montserrat, il Vaticano e Oslo.È una biblioteca eterogenea di codici e rotoli.Il sito del ritrovamento dei papiri Bodmer è vicino al monastero dei Pacomiani. Pacomio é stato il monaco cristiano egiziano del IV sec, che spogliandosi dei suoi beni, una volta entrato in monastero li fece gestire all’economo dell’ordine monastico.Pacomio è stato riconosciuto come il fondatore dell’ordine cenobitico.Le lettere pacomiane sono oggetto di discussione,in quanto per alcuni studiosi sarebbero entrate nella biblioteca Bodmer in un secondo momento.Nel pressi del monastero di San Pacomio, a Nag Hammadi furono ritrovati nel 1946 dei codici, un insieme di testi pagani e cristiani gnostici.Questi manoscritti furono assemblati da un cipriota del Cairo e venduti di contrabbando in Svizzera, dove li acquistò Bodmer.I Papiri Bodmer, conservati oggi a Cologny, non contengono testi gnostici, a differenza della Biblioteca di Nag Hammadi, divenuta un nascondiglio gnostico.Il professore Camplani, con il suo intervento, ha esortato a riflettere sul profilo ideologico che segue la biblioteca e sulla storia degli ambienti in cui si sarebbero diffusi i manoscritti Bodmer.Nel IV secolo la circolazione dei manoscritti si attesterebbe non solo in ambienti monastici, ma anche in ambienti laici. Gli ascetici portavano con sé i manoscritti e negli ambienti colti si dilettavano a fare poesia e ad approfondire la cultura e la fede .La moderatrice, la professoressa Piscitelli ha osservato come il mondo cristiano di IV secolo, per certi versi, si presenti un po’ semplicistico, rispetto il fondo filosofico,che si può ritrovare nello spiritualismo origeniano.La semplificazione veterotestamentaria caratterizzerebbe un cristianesimo senza sovrastrutture.Il Cristianesimo egiziano di questo secolo si presta alla mediazione culturale.Importante è anche la risignificazione di motivi e l’utilizzo metri omerici, quali esametri e distici.Nell’ “Ad Justos“, per riportare un esempio, a proposito degli studi sui modelli letterari e sulla lingua di Livrea e Agosti figura Ogigia che nell’Odissea rappresenta l’isola di Calipso, che viene risignificata e rifunzionalizzata come Paradiso.Tale seminario è stato un viaggio che ha portato i partecipanti a bordo a navigare con i mezzi della coscienza critica tra le onde dei classici e i motivi cristiani del IV secolo.

Marianastasia Lettieri